Il suono della montagna - Yasunari Kawabata

 Titolo: Il suono della montagna (tit. originale: Yama no oto)

Autore: Yasunari Kawabata (Osaka 14 giugno 1899 - Zushi 16 aprile 1972)

Anno di pubblicazione: 1949

Casa editrice: Bompiani

Traduttrice: Atsuko Ricca Suga

Genere: Narrativa contemporanea


Questo titolo è considerato uno dei maggiori romanzi dell'autore. Uscito per la prima volta a puntate fra gli anni 1949 e 1954, è ambientato nell'immediato dopoguerra. Fulcro del romanzo è Shingo, un uomo sulla sessantina dalla spiccata sensibilità che deve sopportare su di sé il peso di una famiglia che si sta disgregando, con da un lato il matrimonio della figlia ( Fusako ) che si sta disgregando e dall'altro i continui tradimenti del figlio ( Shuichi ) a scapito della nuora ( Kikuko ). Ed è proprio con questa nuora, che vive sotto il loro stesso tetto con il marito, che stringe un legame molto stretto. Ogni capitolo, legato ad aspetti della natura e a ricordi dello stesso protagonista, accompagnerà il lettore nell'evoluzione della situazione della famiglia Ogata.

Come già detto il protagonista principale che verrà seguito lungo il romanzo è Shingo ma altri personaggi arricchiranno il romanzo:

Yasuko, moglie di Shingo e maggiore dello stesso di un anno (cosa inusuale in Giappone, come verrà in seguito spiegato) sebbene dimostri meno anni del marito. 

Fusako, figlia maggiore aveva a sua volta due figli ( Satoko e Kuniko) sposata con Aihara e il cui matrimonio naviga in cattive acque

Shuichi, figlio minore e sposato con Kikuko. Lavora nella stessa azienda del padre e vive sotto il suo stesso tetto. Tradisce ripetutamente la moglie e torna il più delle volte ubriaco a casa, la qual cosa faceva soffrire sia sua moglie che suo padre

Kikuko, moglie di Shuichi, dopo la partenza della domestica della casa si occupa delle faccende domestiche, dal preparare la colazione al pulire la casa. E' una ragazza dalla spiccata intelligenza ed emotività, che a causa della sofferenza dovuta ai continui tradimenti del marito la porterà ad affezionarsi molto al suocero, che la tratta come una figlia.

Il libro è anche ricco di molti aspetti della vita quotidiana del Giappone e della letteratura dello stesso che offrono molti spunti di approfondimento a chi ne fosse interessato. E' sicuramente un libro che si fa leggere con piacere e che è molto scorrevole. Lo consiglio anche a chi ha poco tempo, essendo la maggior parte dei capitoli suddivisi in sotto capitoli relativamente brevi. E' stata una lettura molto piacevole che consiglio a chi vuole una lettura non troppo pesante da fare nel fine settimana.

Citazione preferita:

Ci siamo detti: quando saremo davanti al giudice infernale, gli diremo che siamo soltanto pezzi di ricambio, e non abbiamo nessuna colpa. Questa è stata la nostra conclusione. Vedi, noi siamo soltanto i pezzi di ricambio nel movimento della vita umana. Non è crudele, anche da vivi, che i pezzi di ricambio vengano accusati delle loro colpe?

Voto finale ⭐⭐⭐⭐ 

 


Fu sera e fu mattina - Ken Follet

Titolo: Fu sera e fu mattina (tit. originale: The evening and the morning)

Autore: Ken Follet (Cardiff 5 giugno 1949)

Anno di pubblicazione: 15 settembre 2020

Casa editrice: Mondadori

Traduttrice: Annamaria Raffo

Genere: Romanzo storico


Ultimo romanzo scritto da uno dei più noti scrittori contemporanei. Con questo romanzo si ritorna nel mondo di Kingsbridge, cronologicamente ambientato prima della nascita di Kingsbridge (si parte dal 997 per giungere al 1006) descrivendo come tutto ebbe inizio. La storia ha inizio in una notte del 997 quando Edgar, figlio di un costruttore di barche, organizza i preparativi per fuggire dalla sua citta, Combe, insieme alla sua amata per costruire insieme a lei una nuova vita. Ma i suoi piani verranno sconvolti dall'arrivo dei vichinghi che metteranno a ferro e fuoco la città, uccidendo moltissimi abitanti della città, compresi la sua amata e il padre. Senza più nulla con cui mantenersi, lui e la sua famiglia raggiungeranno un piccolo villaggio chiamato Dreng's Ferry dove cercheranno di crearsi una nuova vita. 

Nel nord della Normandia, vive invece una giovane contessa di nome Ragna. I suoi genitori, il conte Hubert e la madre Genevieve, progettano per lei un matrimonio con altre teste coronate della Normandia ma anche in questo caso le cose andranno in maniera differente: l'arrivo di un nobile inglese, Wilwulf, porterà i genitori a piegarsi ai desideri della figlia che, perdutamente innamorata di lui, si trasferirà in Inghilterra per sposarlo.

Ultimo grande protagonista, ma non per importanza, il giovane monaco Aldred. Amante della cultura, il suo sogno è creare un grande centro di cultura nella sua abbazia e cercherà di raggiungere il suo sogno con coraggio, determinazione e inventiva.

Molti altri sono i personaggi che daranno colore alla vicenda: Wilwulf, aldermanno di Shiring e marito della contessa Ragna. Wynstan, suo fratellastro e vescovo della stessa città. Wigelm, altro fratellastro di Wilwulf e signore di Combe. Degber e Dreng, cugini di Wynstan che svolgono rispettivamente il ruolo di decano della collegiata di Dreng's Ferry e taverniere del medesimo posto.

La contessa Ragna, il giovane costruttore Edgar e il giovane monaco Aldred dovranno confrontarsi con la società dell'epoca: la prima dovrà farsi largo, con astuzia e forza d'animo, in una società maschilista che ha poca considerazione per le donne. Il secondo dovrà confrontarsi con Degbert e Dreng che non hanno assolutamente intenzione di cambiare le cose nel loro villaggio rinunciando ad interessi e privilegi che considerano acquisiti. L'ultimo invece dovrà affrontare forse il più temibile degli avversari, il vescovo Wynstan, che vede in Aldred una pericolosa mina vagante per i suoi interessi e piani in ambito religioso.

Tra tutti i personaggi, credo che sceglierei questi ultimi due come miei preferiti. Il monaco Aldred perché è un'amante della cultura e della sua diffusione, che non si risparmia per raggiungere i suoi sogni e i suoi obbiettivi nonostante tutte le difficoltà che il periodo (e le persone che ci vivono) offre. Il vescovo Wynstan perchè, sebbene per interessi diametralmente opposti, fa di tutto per mettere i bastoni fra le ruote ad Aldred e ai suoi progetti, senza farsi scrupoli di sorta ad usare mezzi più o meno legali per ottenere ciò che desidera, creando intrighi e trame che persino i suoi superiori e il re stesso faticano a contrastare. 

Molto interessanti nel romanzo sono anche i riferimenti alla costruzione di barche, di cui Edgar è un'esperto e ai numerosi riferimenti alla società dell'epoca.

Decisamente è un romanzo che consiglio agli amanti del genere storico in quanto con Ken Follet si può andare sul sicuro. 

Citazione preferita (SPOILER ALLERT):

Wynstan era nervoso. Scorgeva i loro volti, coglieva frammenti dei loro discorsi. Riusciva persino a comprendere qualche parola: la loro lingua era simile all'inglese. Provò disgusto al pensiero di essere lì per infilzare quegli uomini con la sua lama affilata, di versare il loro sangue, mozzare i loro arti e trafiggere i loro cuori palpitanti., farli cadere inermi a terra, urlanti di dolore. La gente lo considerava un uomo crudele - e lo era -, ma quanto stava per accadere lì era un altro tipo di crudeltà.

 Voto finale: ⭐⭐⭐⭐

Via dalla pazza folla - Thomas Hardy

 Titolo: Via dalla pazza folla (tit. originale: Far from the Madding Crowd)

Autore: Thomas Hardy (Upper Bockhampton 2 giugno 1840 - Dorchester 11 gennaio 1928)

Anno di pubblicazione: 1874

Casa editrice: Fazi editore

Traduttrice: Enrico Mistretta

Genere: Narrativa classica


Quarto romanzo di Thomas Hardy pubblicato inizialmente a puntate su un periodico per poi essere pubblicato in un unico volume dopo la grande accoglienza del pubblico dell'epoca. Questo nuovo romanzo viene ambientato in un Wessex moderno, come disse lo stesso autore nella prefazione al libro, e nello specifico nel villaggio di Weatherbury dove avvengono la maggior parte degli avvenimenti narrati. I protagonisti principali, ai quali si aggiungeranno diversi personaggi secondari e di contorno, sono quattro:

Gabriel Oak, giovane fittavolo e pastore del luogo

Bathsheba Everdene, ragazza nulla tenente che abita con la zia

William Boldwood, proprietario terriero che sarà vicino di Bathsheba

Francis Troy, un soldato nativo del luogo 

Gabriel Oak, come detto, era un giovane pastore del luogo che vive una vita solitaria scandita dai ritmi legati all'allevamento delle pecore, aiutato nel suo lavoro da due cani da gregge. All'improvviso però in questa vita monotona e molto faticosa fa capolino una ragazza, Bathsheba Everdene, la cui prima impressione però non è positiva, anzi. Sebbene la consideri come una donna vanitosa e altezzosa, però ne è attratto e questa attrazione sfocerà infine in una formale proposta di matrimonio alla ragazza che però rifiuterà. In seguito le strade dei due ragazzi si separeranno, in quanto la ragazza erediterà una fattoria da suo zio diventandone la gestrice. Nel frattempo, a causa dell'inesperienza e giovinezza di uno dei due cani da pastore, Oak perderà la maggior parte del suo gregge obbligandolo a lasciare la sua fattoria per trovare fortuna altrove. Ma a volte il destino si prende beffa di noi: durante il suo peregrinare, Oak scorgerà un granaio in fiamme e contribuirà insieme a coloro che lavorano in quel posto a soffocare l'incendio. Qui ritroverà nuovamente la ragazza, che lo assumerà come suo dipendente. Ed è in questa nuova ambientazione che entreranno, nel corso del romanzo, gli altri due protagonisti che anch'essi, come il buon Oak, si innamoreranno della bella Bathsheba arricchendo la storia di nuovi filoni narrativi, ricchi di colpi di scena


Come anche nei precedenti romanzi di Hardy, la protagonista è più una figura negativa che positiva. In questo romanzo Bathsheba è altalenante con i suoi sentimenti e comportamenti: per esempio, in certi frangenti, la protagonista espone i suoi dubbi a Oak per avere da lui la sua opinione e consigli su come eventualmente agire, ma una volta ottenuti in totale sincerità dal pastore lei ne è risentita arrivando anche a licenziarlo (tornando poi su i suoi passi). Oak invece è una persona genuina e umile, con un grande cuore che lo porta spesso e volentieri ad aiutare gli altri. Il fittavolo Baldwood è ad una prima impressione una persona molto sulle sue, quasi apatica per certi versi ma capace di grandi slanci emotivi quando un'emozione o un sentimento si facevano largo nel suo animo prendendone il controllo. Infine il sergente Troy è un personaggio che non si cura ne del passato e ne del futuro, vivendo sostanzialmente alla giornata, tendendo a passare da una attività all'altra senza approfondire nulla. Possiede un grosso aplomb con le donne, di cui anche Basthsheba rimarrà vittima.

Come sempre le descrizioni dei luoghi sono molto belle e denotano una buona conoscenza del romanziere circa quei luoghi. Il romanzo scorre piacevolmente, tenendo il lettore con il fiato sospeso per sapere come proseguirà la storia e devo dire che al momento è uno dei libri di Hardy che più ho apprezzato.

Citazione preferita:

Noi sappiamo che non sono i raggi assorbiti dai corpi, ma quelli respinti, a farci vedere i colori; analogamente, sono le avversioni e le antipatie delle persone che ce le fanno distinguere fra tutte, mentre la loro benevolenza non la calcoliamo neppure

Voto finale: ⭐⭐⭐⭐⭐ 

Dark Crown - Riccardo Crisafulli

Titolo: Dark Crown

Autore: Riccardo Crisafulli (30 aprile 2001)

Anno di pubblicazione: 2021

Casa editrice: pubblicato su wattpad (applicazione)

Traduttrice: ---

Genere: Fantasy


Odio, vendetta, ambizione, sete di potere. Sono queste le motivazioni che muovono coloro che ruotano, direttamente o indirettamente, intorno al trono. Ma in questo ginepraio di sentimenti negativi ci sarà anche ampio spazio per amicizia e amore.


Molti saranno i personaggi che si avvicenderanno nel corso di questo fantasy nato dalla fantasia di Riccardo Crisafulli (su instagram x.rickbooks)  e tra i principali si possono citare: Elania regina di Timeeria e i suoi figli Diana e Jeremy, Sylo e Clara amici di quest ultimo, il conte Vaelian consigliere della regina e Eiden Pyros,
principe del regno di Escados.


Il libro procederà seguendo man mano gli avvenimenti raccontati in prima persona dai vari personaggi le cui storie spesso si completeranno a vicenda. La storia da cui tutto inizia parte nove anni prima degli avvenimenti trattati nel romanzo e si svolge a Resterea, nel regno di Escados. Durante i festeggiamenti per la nomina a consigliere del re di Escados, Jonas Wilken (marito di Elania, conosciuta nella zona come Freya) muore avvelenato e ciò porterà Elania a raggiungere, con la figlia Diana, il regno di Timeeria e rivendicare il trono. Il figlio Jeremy, invece, rimarrà nella città di Resterea svolgendo una vita normale e credendo che madre e sorella siano morte fino a quando, una sera in seguito ad un'irruzione in casa di sua nonna, gli verrà il dubbio che forse loro non sono veramente morte. Ciò lo porterà, insieme ai suoi amici, nel regno di Timeeria.


Tra tutti i personaggi che danno vita al romanzo, quello con cui ho maggiormente empatizzato è sicuramente il principe Eiden per motivazioni che, per evitare spoiler, non posso rivelarvi e che dovrete scoprire da voi. Sicuramente mi piacerebbe vedere un prequel o un romanzo parallelo che vada ad approfondire maggiormente le vicende antecedenti a quelle del romanzo, approfondendo anche molti dei personaggi presenti in questo volume. 


Ho apprezzato molto il romanzo e se fosse stato possibile acquistarlo in cartaceo sicuramente lo avrei fatto (ma sono sicuro che in futuro sarà possibile). Se cercate un dark fantasy che racchiuda in se azione, drammi famigliari e storie di amore questo è il fantasy che fa per voi e non ne rimarrete delusi.


Citazione preferita: 

Marci, viziati, crudeli, ipocriti, lupi famelici senza dignità. Siamo così perché nasciamo così, perché dalla nascita impariamo come morire lentamente e ad asfissiarci l'un l'altro. Siamo abituati a volere, ad avere. E siamo così proprio perché finiamo con avere niente. Da qualche parte ci sarà anche del buono, ma io non lo vedo e non lo posso testimoniare.


Voto finale: ⭐⭐⭐⭐

La grande Caterina - Carolly Erickson

Titolo: La grande Caterina (tit. originale: Great Catherine)

Autore: Carolly Erickson (1 gennaio 1943)

Anno di pubblicazione: 1994

Casa editrice: Mondadori

Traduttrice: Silvia Orsi

Genere: Biografia


Questo saggio si pone come obbiettivo di seguire Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, la futura Caterina II, lungo tutta la sua vita partendo dall'infanzia fino alla sua morte, narrando tutte le difficoltà e traversie che ha dovuto sopportare e superare per raggiungere il trono degli zar di Russia. Figlia di Cristiano Augusto, che militava nell'esercito prussiano, e Giovanna di Holstein-Gottorp, donna di nobili natali e molto ambiziosa. Figlia primogenita della coppia, fu messa in disparte dalla madre in favore dei suoi fratelli, il che avrebbe incrinato sempre più i rapporti fra madre e figlia. La svolta della sua vita avvenne quando fu combinato il matrimonio fra la ragazza e il cugino Carlo Pietro Ulrico (il futuro Pietro III di Russia) che porterà Sofia, dopo una svariata serie di dure prove, sofferenze fisiche e sentimentali perpetrate dal marito, dalla zarina Elisabetta e dalla corte russa a prendere possesso del trono di imperatrice e autocrate di tutte le Russie.

Il volume è, nonostante sia un saggio, piuttosto scorrevole ed è una piacevole lettura. Permette anche di avere uno squarcio sulla mentalità dell'epoca sulle donne ("tuti erano convinti che le bambine brutte sarebbero diventate donne insignificanti, e le donne insignificanti non trovano marito" per citarne una) e sulla personalità di molti personaggi dell'epoca (a tal proposito ho apprezzato molto sapere i caratteri e mentalità del consorte Pietro III e della zarina Elisabetta, che sono stati fondamentali nel plasmare ancor di più la personalità della futura zarina Caterina II). Il volume si basa sui diari scritti dalla futura zarina, dalle missive che lei scambiava con ambasciatori, filosofi e altre personalità di spicco dell'epoca e sulle testimonianze scritte dagli ambasciatori e dalle corti di quel periodo.

Per chi vuole avere una biografia di Caterina la grande molto accurata, penso che questo sia un'ottima scelta, sia per le informazioni in essa contenute sia per la scorrevolezza del testo in se. 


Citazione preferita: 

Caterina sapeva che ci si aspettava molto da lei, che numerose persone guardavano a lei come alla loro guida. Non era del tutto sicura della sua capacità di governarli con saggezza, mentre era più sicura del suo coraggio. « Non c'è donna più audace di me » confidò una volta a uno dei cortigiani. « Il mio coraggio è assolutamente spericolato»


Voto finale: ⭐⭐⭐⭐

In Cammino con... Manuela Vinario