In Cammino con... Manuela Vinario


Bentornati lettori e lettrici sul mio blog! Torniamo a camminare con un autrice di cui ho recensito qualche settimana fa il libro. Sto parlando di Manuela Vinario, autrice del libro Il Tempo della Neve, un fantasy che ho apprezzato e di cui potete trovare la recensione qua sul mio blog. Come sempre, ringrazio l'autrice per la sua disponibilità e gentilezza e non mi resta che invitarvi camminare con noi!




Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere, come spesso rimarco nella mia biografia, all’età di circa sei anni, componendo un racconto fantastico, rilegandolo e consegnandolo alla maestra. Non so ancora spiegare, oltre ad un’immensa passione e una vena creativa che è sempre stata molto dominante nella mia persona, quale fu il motivo di tale scelta e cosa mi abbia definitivamente consacrato a questa bellissima professione: penso che raccontare storie e suscitare emozioni, oltre che ad esprimerle, sia ancora oggi una risposta significativa.

Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?

Solitamente non ho abitudini fisse: ho in mente l’intera stesura del volume in questione ma non ho un programma pre-determinato. È però certo che io riesca a scrivere meglio fra la mattina e il pomeriggio, ascoltando musica immersiva che possa aiutarmi ad entrare meglio nell’ambientazione da me preferita.

Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?

Per quanto riguarda il primo volume della mia saga Dark Fantasy, “Il Tempo della Neve: Segni del Destino”, ho inizialmente, e si parla di diversi anni fa, scritto impulsivamente la storia, come spesso ho fatto con diversi nuclei narrativi. Ho però poi deciso, nell’ampliare, rivedere e correggere parti del romanzo, di seguire una serie di capitoli controllati da me.

Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?

Grazie ad alcune critiche e consigli che sono arrivati dai miei recensori, forse modificherei alcune parti relative al nodo centrale della storia in senso avventuriero, cioè il momento che culmina nel climax finale della fuga e della peregrinazione solitaria. Non ci sono però personaggi che eliminerei: ognuno di loro ha un posto speciale nel mio cuore.

Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?

Ero contentissima, emozionata e felice: i miei sentimenti erano decisamente contrastanti, come spesso tendono ad essere, ma ero orgogliosa di poter presentare al mondo editoriale la mia prima creatura!

Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?

Non ricordo precisamente quale fu, dal momento che leggo da quando ho quattro anni e ho spulciato davvero di tutto, anche etichette di oggetti! Se c’è però una saga che davvero mi ha segnato è stata quella de “I Regni di Nashira” di Licia Troisi, mia ispiratrice.

Quali sono il libro che più ha amato e quello che più ha odiato?

Ho adorato alla follia, anche in termini qualitativi, la saga di Shadowhunters e penso di non aver mai sopportato Robinson Crusoe, nonostante sia un grande classico degno di ogni tipo di rispetto.

Ha mai abbandonato la lettura di un libro?

Assolutamente sì, è successo, e spero che in futuro io possa eliminare questa cattiva abitudine. Ognuno ha i propri periodi e questo, purtroppo, vale anche per la lettura!

Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?

Oh, ce ne sono molte, tant’è che ho creato una playlist apposita. Se però devo davvero sceglierne una, allora cito “Game of Survival” di Ruelle.

Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?

Ho trovato i miei mentori nella serie del Signore degli Anelli, Game of Thrones e molti altri spunti sparsi qua e là nella letteratura italiana, anche self!

Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?

Adoro poter convogliare emozioni, storie e tracciare sentieri che ognuno può percorrere individualmente o in compagnia arrivando ad interpretare i simboli da me ideati come una guida con il proprio allievo, in una maniera personale che porti alla meta di un viaggio da affrontare che non finirà mai e che si articola negli spazi infiniti dell’unità del racconto. È sicuramente negativo, parlando soprattutto da scrittrice self, il lato più materialistico della promozione e dello spesso infruttuoso rapporto con i blogger, che a volte può diventare improduttivo.

Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?

I miei personaggi preferiti sono Alesys e Lene, perché entrambe rappresentano delle sfumature caratteriali della mia persona che hanno segnato molto la mia storia; inoltre, non posso non citare il piccolo Jørgen, che è la rappresentazione più dolce dell’amore per la conoscenza e la curiosità del sapere.

Parlando invece dei romanzi che ha letto, quale dei personaggi di quei romanzi vorrebbe essere e perché?

Uh, ce ne sono così tanti: Talitha de “I Regni di Nashira” ed Éowyn del Signore degli Anelli sono due esempi di eroine che cadono e si rialzano in un percorso di maturazione che accarezza la loro femminilità avvolta nella durezza delle loro armi, della loro ribellione e dei loro puri sentimenti spesso incompresi o meglio non accettati da parte della società in cui sono poste e che dimostrano una forza ed un coraggio fuori dal comune persino nel cambiare il proprio destino e accogliere le loro intimità come proprie.


In cammino con... Sonja G Rosenkov

Bentornati lettori e lettrici sul mio blog! Dopo la pausa estiva torniamo a camminare con un autrice di cui ho recensito qualche settimana fa il libro. Sto parlando di Sonja G Rosenkov, autrice del libro L'ira del sangue, un dark fantasy che ho apprezzato e di cui potete trovare la recensione qua sul mio blog. Come sempre, ringrazio l'autrice per la su disponibilità e gentilezza e non mi resta che invitarvi camminare con noi!


Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere nel 2018, per puro divertimento, scrivendo storie ispirate da alcune partite di The Sims 4.

Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?

A parte ascoltare un po' di musica indie, nessuna abitudine degna di nota

Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?

Scrivo sempre di getto e lascio che la storia si "scriva da sola". Seguo i miei personaggi per così dire

Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?

Ogni volta che rileggo ciò che scrivo vorrei buttare tutto e ricominciare daccapo, purtroppo sono molto autocritica.

Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?

Mi sento svuotata, la scrittura mi rilassa e allo stesso tempo mi stressa, ma la trovo molto liberatoria, mi permette di staccare dalla quotidianità.

Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?

Un libro che mi ha davvero appassionata fa parte di una saga di un'autrice self, sono romanzi ambientati nell'antico Egitto, il primo volume si intitola Il marchio di Sekhmet di Isabel Giustiniani.

Quali sono il libro che più ha amato e quello che più ha odiato?

Il libro più amato al momento… sono 3 a pari merito: La bambina che voleva amare di Adele Oriana Orlando, Troppo vicino al sole di Verdiana rigoglioso e Cinque volta azzurro di Marta Pesci.
Libro più odiato, direi nessuno. Noiosi tanti, ultimamente ne ho abbandonati parecchi, ma preferisco non far nomi.

Ha mai abbandonato la lettura di un libro?

Come detto prima, sì. Prima mi imponevo di portare a termine la lettura ora non lo faccio più.

Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?

Se parliamo de L'ira del sangue direi Search and Destroy di Skunk Anansie

Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?

È nato come partecipazione a un contest

Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?

Positivi: incontrare molte persone, andare a fiere dove si incontra gente con la stessa passione, dar sfogo alla propria creatività.
Negativi: nel caso di scrittori emergenti direi che la cosa più brutta è quella di essere sottovalutati.

Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?

Non ne ho uno in particolare

Parlando invece dei romanzi che ha letto, quale dei personaggi di quei romanzi vorrebbe essere e perché?

Credo che non vorrei essere nessuno di loro, leggo molti romanzi drammatici o thriller e spesso i protagonisti non fanno una bella fine 😅

Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?

Del presente, mi piacerebbe molto poter scrivere con Margherita Maria Messina, adoro il suo stile e sarei curiosa di vedere cosa uscirebbe le nostre menti.
Del passato, non saprei, forse mi sarebbe piaciuto scrivere con Edgar Allan Poe, per lo stesso motivo.

Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?

Vorrei ringraziare quanti di loro decideranno di darmi un'opportunità leggendo i miei libri. Spero possano piacere, trasmettere loro qualche emozione.

L'Ira del Sangue - Sonja G. Rosenkov

 


Titolo: L'Ira del Sangue

Autore: Sonja G. Rosenkov

Anno di pubblicazione: 2023

Casa editrice: Blueberry Fantasy Edizioni

Traduttore: ----

Genere: Dark Fantasy

Numero di pagine: 90


E se tutto ciò che noi pensiamo di sapere sui vampiri fosse in realtà una menzogna? In questo dark fantasy molte di quelle credenze verranno sbugiardate.

Il protagonista di questo fantasy è Darius, un vampiro o upir (termine slavo che indica esseri vampirici originari dell'Ucraina, come la scrittrice ben spiega al termine del libro) sopravvissuto alle persecuzione perpetrate ai danni dei suoi simili tramite trucidazioni, lapidazioni, morti al rogo e altre torture simili. E tra le vittime di queste persecuzioni c'è anche la sua compagna Adeline, mentre Darius è riuscito a salvarsi per puro miracolo ripromettendosi di vendicarsi di queste morti. Ed è ai nostri giorni che finalmente può iniziare la sua vendetta ma su suo cammino incontrerà una ragazza, Edna, che stranamente invece di essere spaventata da lui ne pare attratta ed innamorata e sarà questa ragazza a far traballare gli intenti di vendetta di Darius. Ma ci riuscirà? E cosa accadrà fra i due, essendo membri di due "specie" diverse?

Del libro mi è piaciuto molto come il protagonista, Darius, reagisce alle tecnologie che noi diamo ormai per scontato mentre per lui, uomo dell'ottocento sono cose affascinanti e, avendo vissuto i vari periodi storici lo rendono ancora più stupefatto. Ad esempio, constata come si sia passati dalla rivoluzionaria idea dei fratelli Lumier alle telecamere di sorveglianza. Interessante anche, come detto all'inizio, come il protagonista sfati i vari miti sui vampiri (l'aglio, la luce solare, i paletti di legno e quant'altro) e spieghi come avviene in realtà la rinascita come vampiri.

Per quanto mi riguarda un ottimo fantasy che mi ha appassionato sebbene non sia amante delle storie con i vampiri. Essendo anche piuttosto breve è ideale per chi vuole un libro da leggere in una mezza giornata .

Citazione preferita:

La gente si ostina a credere che siano le fiamme a rendere insopportabile la permanenza all'inferno ma non è così. A rendere insopportabile la vita - soprattutto un'esistenza come la sua - è l'assenza dell'amore, l'assenza di un compagno con cui condividere quella che gli umani definiscono eternità.


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐✨ 



Il Tempo della Neve - Manuela Vinario

 


Titolo: Il tempo della neve

Autore: Manuela Vinario

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: Autopubblicazione

Traduttore: ----

Genere: Fantasy 

Numero di pagine: 314


La protagonista di questo fantasy è Alesys Von Hardin, una principessa che abita nel regno del nord, regno creato in seguito ad una antica guerra chiamata "dello smeraldo", dalla quale il suo popolo è uscito sconfitto. A vincere questa guerra furono i Puri, discendenti reali norreni che hanno avuto origine da Harald I di Norvegia. In seguito alla loro vittoria, i Puri hanno creato una muraglia oltre la quale hanno confinato i Tidlos (di cui Alesys è membro) tenendoli completamente assoggettati e rendendo la loro vita al di fuori di quel regno assolutamente impossibile.
La nostra protagonista, però, ha una dote speciale: possiede la magia del ghiaccio e della neve, che nessuno eccetto il fondatore della sua stirpe ha avuto.
Cresciuta in vista della sua futura incoronazione come regina del regno, vedrà il suo rapporto col padre e la madre deteriorarsi fino al culmine quando verrà promessa in sposa all'erede al trono dei tanto odiati Puri, in accordo con il re dei Puri. Questa unione, mal vista da entrambi i fronti e dagli stessi ragazzi, porterà la nostra protagonista a dover affrontare moltissime sfide che metteranno a dura prova la sua persona fino al finale che rappresenterà il picco di queste vicende.

Alesys è sicuramente una buona protagonista, che come il suo elemento magico, è fredda e insensibile come lei stessa più volte ammette (sebbene in lei alberghi anche una parte più umana che però è soggiogata dalla parte più fredda del suo carattere). Il suo futuro sposo, invece, Gunnar, mi ha deluso in quanto era partito bene, cercando di costruire ponti con la sua futura consorte lasciandosi poi, dopo l'evento scatenante che non vi dirò per non anticiparvi nulla, all'odio facendosi manovrare dallo zio e dal consiglio. Due personaggi che invece ho molto apprezzato sono la madre di Gunnar, Charlotta, personaggio stupendo che ha cercato di aiutare il figlio ad apprezzare e amare Alesys vendendo in lei del buono nonostante tutti le fossero contrari (essendo la figlia dei loro nemici) e Jorgen, fratello minore di Gunnar che nonostante la sua età (circa 8) dimostra una maturità, una capacità di analisi e una forza d'animo che difficilmente si trova in un bambino della sua età e, mio parere personale, avrebbe meritato di avere decisamente più spazio nel libro e che spero ne avrà nei seguiti della saga. Un'altra cosa molto apprezzata è come è stato descritto il rapporto fra i tidlos e i loro famigli, che indica il profondo legame che unisce ogni persona ad esso.

Un libro che consiglio agli amanti del genere che riserverà molte sorprese ai lettori che decideranno di leggere questa storia fantasy.

Citazione preferita:

Alesys cadde bocconi, tremando involontariamente come mai aveva fatto prima di allora e tossendo nel tentativo spasmodico di vomitare tutto il proprio orrore. Un orrore primordiale, assolutamente sconosciuto, del quale mai aveva potuto percepire le fattezze e al quale ancora allora non sapeva dare un nome. Aveva sperimentato emozioni così potenti che il suo corpo, abituato ad un'apatia più totale, ne avrebbe certamente risentito.

Voto finale:

⭐⭐⭐⭐

La paura nella notte - Valentina Marchello

 


Titolo: La paura nella notte

Autore: Valentina Marchello

Anno di pubblicazione: 2023

Casa editrice: Autopubblicazione

Traduttore: ----

Genere: Narrativa 

Numero di pagine: 626


In questo libro il protagonista è Stefano, un ragazzo con un passato molto difficile e con una famiglia falcidiata dalla dipendenza della droga e dal conseguenze che ciò porta. Abituato fin dall'infanzia alle violenze del padre («Senza pensarci due volte andò diritto nella sua camera e con ancor più velocità quando sentì la voce rabbiosa di suo padre inveire in maniera cruenta e animalesca nei confronti della madre»). Per sua fortuna, al di fuori di questo ambiente famigliare tossico vi sono i suoi amici, con i quali riesce ad avere momenti di tranquillità e spensieratezza. Infatti, con essi, ha un gruppo musicale con il quale suona nei locali ottenendo anche un certo successo. Ed è ad uno di questi concerti che trova un suo compagno di classe, Simone Fiorentini, che a scuola risulta taciturno e sulle sue (anche a causa degli atti di bullismo perpetrati da Stefano e i suoi amici) ma che con l'andare avanti del tempo e della conoscenza, scoprirà essere diverso da come se lo era sempre immaginato, iniziando con lui un'amicizia prima senza rivelargli la sua identità e infine gettando (letteralmente) la maschera. Durerà questa amicizia? Si trasformerà in altro? E riuscirà a dare un taglio con la sua famiglia ( e i loro problemi) o verrà nuovamente risucchiato in quel vortice di droga e violenza? 

Il libro presenta molte tematiche nel suo corpo, dalla violenza famigliare alla droga (e al mondo che attorno ad essa), dall'anoressia all'omosessualità passando al bullismo. Tutte tematiche molto serie e importanti che, per la mia esperienza, hanno appesantito un po' la lettura  nonostante la storia sia sicuramente interessante. Personalmente avrei preferito che queste tematiche fossero spalmate su più volumi in modo da analizzarle singolarmente o a coppie ma ciò non rende il libro meno degno di nota o da scartare, tutt'altro. 

Citazione preferita:

Alla fine il suo sogno era di aiutare chi nella sua stessa situazione stava iniziando a cadere da quell'albero vivo che era la vita, ritrovandosi poi con un cappio al collo senza neanche accorgersene. Si ripeteva che una missione di quel genere fosse un qualcosa di nobile, ma non sapeva se mai sarebbe riuscito a compiere un gesto del genere - quello di salvare la gente - si intende


Voto finale: 

⭐⭐⭐✨ 

Nel silenzio dei Boschi - Kimi Cunningham Grant

 



Titolo: Nel silenzio dei boschi


Autore: Kimi Cunningham Grant

Anno di pubblicazione: 2021

Casa editrice: Neri Pozza

Traduttore: Maddalena Togliani

Genere: Narrativa straniera

Numero di pagine: 284


Cosa non farebbe un genitore per il proprio figlio? E se ciò significasse dover fare cose con serie conseguenze? Questo è il cardine della storia narrata in questo libro.

Ci troviamo sugli Appalacchi settentrionali, nei boschi ivi presenti. I protagonisti della nostra vicenda sono Cooper e sua figlia Finch, i quali vivono in una baita senza elettricità e lontano dalla civiltà, i quali hanno legami solo con Jake, un ex collega di Cooper ai tempi del servizio militare che porta loro viveri una volta all' anno e Scotland, un vicino che tiene sotto controllo i due e che conosce il passato si Scotland e ciò che lo ha portato a rifugiarsi in quella baita. Le cose sembrano andare bene, tra letture di libri di poesia, battute di caccia e di esplorazione dei dintorni fino a quando, nel periodo che precede il Natale, Jake non viene a portare come di consueto i viveri per l'anno venturo, buttando nello sconforto la piccola e nella preoccupazione sul futuro il padre, che vede svanire il suo sostentamento. Ma cosa è successo a Jake? Lo sapranno quando, qualche giorno dopo, una giovane donna raggiungerà la baita con una macchina carica di viveri, che si troverà suo malgrado coinvolta nella vita di Cooper e della piccola Finch. Chi è questa donna? 

Questo romanzo, sebbene possa sembrare leggero, nasconde tematiche molto forti e importanti: la prima è il rapporto padre-figlia e della situazione che molti padri e madri vivono quando a che fare con i servizi sociali. Altro tema importante, ben descritto nel libro, è ciò che la guerra lascia non solo nel fisico ma soprattutto nella mente dei soldati una volta tornati dal fronte, una cosa spesso sottostimata dalla società, che non comprende ( o non vuole farlo) la sofferenza che queste persone si portano dentro al loro ritorno. Infine il romanzo ci fa riflettere su un atteggiamento che spesso e involontariamente tutti abbiamo, cioè il giudicare gli altri senza conoscerne il passato o giudicandoli senza conoscerli bene.

E' sicuramente un romanzo molto toccante, che ho terminato con le lacrime agli occhi, molto ben scritto e magistralmente tradotto senza perdere le sfumature che l'autore voleva trasmettere. Personalmente vi consiglio di leggerlo, non ve ne pentirete.

Citazione preferita:

«Andrà meglio Finch. Ora provi solo tristezza. Forse ti sembra che qualcosa di pesante ti stia tirando giù verso il centro della terra e pensi che non ti sentirai mai più leggera. Invece tornerai a esserlo, col tempo. Te lo assicuro.» Lei si asciuga gli occhi e gli chiede con voce tremante: «Quanto? Quanto tempo ci vuole?» Scotland scuote il capo. «Non lo so. Vorrei potertelo dire. Dipende dalle persone. Ma col tempo te ne accorgerai. Un giorno vedrai che non sei più triste quanto il giorno prima. Ed il giorno dopo starai un po' meglio, e così via. Immagino che il dolore non se ne andrà mai del tutto, ma si ridurrà»


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐⭐ 

In camino con... Valentina Marchello

Benvenuti lettori e lettrici, nuova camminata in compagnia. Questa volta siamo insieme a Valentina Marchello, autore di Ed era notte di cui troverete presto la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autrice sui suoi social (Ig: @theveeslife ) per eventuali aggiornamenti sulla sua attività letteraria. Concludo ringraziandola per la sua gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista


 Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?


La passione della scrittura è sempre stata presente nella mia vita, questa storia in particolare è nata spontaneamente da un pomeriggio di estate afosa. Credo che la noia e il voler far qualcosa siano state le rampe di lancio per la stesura della storia, che - inizialmente - è stata solo pensata seguendo una linea di pensiero che portata a un finale già deciso dal principio, per poi scriverci su una bozza della scaletta e degli eventi.


Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?


La ruotine è farmi una dose di musica che si possa collegare a quel capitolo o a quella parte della storia per poi mettermi in cameretta e scrivere finchè non mi reputo abbastanza soddisfatta, di solito non protaggo le ore per molto tempo anche per dare uno stacco e rinfrescare le idee.


Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?


Come detto poco prima faccio una scaletta per mantenere rigide le basi, ma ci sono alcune scene nate per pura ispirazione che si collegavano perfettamente con il proseguire degli eventi. Quindi si, uso una scalatta, ma non è così rigida come sembra.


Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?


In realtà no, credo di aver dato una motivazione a tutti i personaggi come se fosse una grande ragnatela che collega il tutto nel clou della storia.


Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?


Vuoto. Mi sono messa a piangere, è come se mi avessero tolto il mio bambino, ma mi son detta che erano cresciuti e dovevano vivere nella mente di qualcun altro, quindi andava bene così per quanto doloroso possa essere.


Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?


Misery - Stephen King , ma credo che il mio amore più puro sia nato con la scoperta del mio scrittore prefertito, Paolo Giordano, con La solitudine dei numeri primi. Che tra l'altro ho anche citato nel libro.


Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?


Gente Tranquilla - Subsonica.

La parte in arabo mi ha ispirato il titolo del libro, la trovo molto verosimile a ciò che accade e cosa il protagonista vede. Diciamo che tutto gira intorno a ciò che succede nella notte, a quella consapevolezza che quel demone che ti tormenta è molto più avvezzo ad attaccare quando nessuno può vedere.


Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?


Dalla gente comune e in un particolare capitolo - nonchè particolare personaggio - a ciò che è successo a Valentina Pitzalis. Credo di aver dedicato quel libro non solo a lei, ma a chiunque abbia subito un danno così grave e atroce.


Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?


Gli aspetti positivi sono il creare una connessione tra menti, lo scrittore non fa altro che trasmettere ciò che la sua mente vede e riuscire a far immaginare le stesse cose ad altra gente è pressochè soddisfacente.

Gli aspetti negativi sono la rappresentazione di ciò che è adesso la società, purtroppo non è così comune vedere un giovane con un libro in mano che legge qualcosa di così "banale" come un libro.


Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?


George Fink: un personaggio la cui accettazione del proprio corpo è un tassello abbastanza difficile nella sua vita. è il personaggio a cui mi sono affezionata di più forse perchè in alcuni aspetti mi assomiglia e questo ha creato una legame tra me e lui, è stato anche uno dei personaggi a cui ho fatto più male e questo ha fatto male anche a me. è complicato spiegare quanto George sia importante per me.


Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?


Che domanda difficile! Mi cogli alla sprovvista perchè ci sono fin troppo scrittori con cui vorrei lavorare, ma anche con cui non mi sento all'altezza per farlo. Ora come ora potrei dire Manzoni per il semplice fatto che ti crea quella suspance di sapere il finale che quando finalmente arriva quasi ti manca tutto l'impegno che ci hai messo nel leggere quell'opera.


Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?


Abbiate pazienza con Stefano, ha i suoi motivi per fare quello che fa! Buona lettura a tutti!


Tempi eccitanti - Naoise Dolan

Titolo: Tempi eccitanti (tit. originale Exciting times)

Autore: Naoise Dolan

Anno di pubblicazione: 2020

Casa editrice: Atlantide

Traduttrice: Claudia Durastanti

Genere: rosa



Il romanzo si svolge ad Hong Kong dove Ava, una giovane neolaureata, decide di trasferirsi senza avere un piano preciso. Si troverà a lavorare ina una scuola TEFL (<<La mia scuola TEFL era in in distretto commerciale dai grattacieli color pastello. Assumevano solo persone bianche, ma si assicuravano di non metterlo per iscritto da nessuna parte. Come denti di squalo, gli insegnanti mollavano in continuazione e venivano rimpiazzati>>) con uno stipendio molto basso e vivendo in un Airbnb con altre due ragazze. Le cose varieranno dopo l'incontro con Julian, un banchiere ventottenne che inizierà ad invitarla nel suo appartamento fino a quando si trasferirà direttamente lì, basando i loro rapporto principalmente sul sesso. 

Le cose varieranno ancora quando, durante un viaggio di lavoro di Julian, nella vita di Ava entrerà una giovane ragazza in carriera Edith, che avrà un profondo impatto sulla vita di Ava, con cui costruirà un rapporto speciale.

Nel romanzo, sebbene non sia il tema centrale, viene anche descritta la società di Hong Kong (dalla scuola che assume solo personale bianco ai ritmi estenuanti di lavoro alle paghe spesso molto basse rispetto al tenore minimo di vita). Viene inoltre trattato il tema della sessualità, questo sicuramente più preponderante rispetto al precedente.

Sebbene il romanzo non mi abbia entusiasmato, ho trovato molto interessante lo struggimento interiore della protagonista, che spesso e volentieri scriveva bozze di messaggi agli altri due protagonisti senza mai inviarli, una sorta di valvola di sfogo nel quale esternava sentimenti, idee e pensieri che non se la sentiva di inviare. Un altro aspetto che ho apprezzato è l'alternanza fra la storia principale e il suo lavoro alla scuola, nel quale viene anche descritto il suo rapporto con gli studenti e l'inglese li insegnato. 

Quindi mi sento di consigliare questo romanzo sicuramente agli amanti del genere, che troveranno un buon intreccio sentimentale, ma per coloro che invece non digeriscono molto il genere probabilmente è meglio optare per un'altra lettura.

Citazione preferita:

Continui a descriverti come una persona profondamente disturbata, quando gran parte di queste cose sono normali. Credo che tu voglia sentirti speciale - ma va bene, chi non vuole esserlo - ma non ti concedo di essere speciale in modo buono, e allora ti consideri speciale in modo cattivo.

 Voto finale: ⭐⭐⭐

Garibaldi fu ferito - Paolo Domenico Montaldo

 


Titolo: Garibaldi fu ferito

Autore: Paolo Domenico Montaldo

Anno di pubblicazione: 2020

Casa editrice: Yowras Editrice

Traduttore: ----

Genere: Thriller

Numero di pagine: 186



Le vicende del romanzo si svolgono nella Torino dei nostri giorni e vede come protagonista il commissario Incantalupo, il quale dopo aver fatto carriera nella sua città natale Milano ha deciso di spostarsi in una zona più tranquilla e modesta, chiedendo e ottenendo il trasferimento in quel di Torino, in un piccolo commissariato di periferia con poco di tutto. Tra i colleghi che lo accompagnano nelle sue indagini troviamo l'agente scelto Marianna Morando, con cui intrattiene una relazione con alti e bassi e il vice commissario Santini, suo braccio destro. 
Il commissario Incantalupo e i suoi colleghi si troveranno coinvolti in un caso che inizialmente sembrerà circoscritto ad un semplice furto in un caveau di una banca ma che con il passare del tempo andrà a toccare altri ambiti ben più grossi e scottanti, con omicidi, suicidi, azioni sotto copertura andando a scomodare anche personaggi del calibro di Garibaldi e Cavour. Tra piatti tipici della cucina piemontese e di quella romana, ci addentreremo sempre più nelle vicende che porteranno il commissario a scoprire la verità che si cela dietro a questi misteri.

Come sempre, l'autore ha un modo di scrivere coinvolgente che intrattiene il lettore e, in modo leggero, riesce anche a inserire nel testo aneddoti e curiosità varie sebbene mi sia mancato l'ingresso diretto dell'autore come accaduto nell'altro testo letto (Spia, di cui trovate la recensione qua sul blog). Anche quel tocco di rosa che l'autore introduce con la relazione fra Incantalupo e Morando non stucca ma anzi riesce a dare profondità ai personaggi. Molto apprezzato invece l'uso dei pensieri scritti, che mostrano anche il lato nascosto dei personaggi facendoci capire cosa realmente pensano in date situazioni che, se queste parti non fossero presenti, sarebbero incomplete.

In conclusione, un ottimo romanzo e un'ottima lettura per chi ama i misteri e le avventure, con buoni spunti di approfondimento (vedasi le storie di Garibaldi e Cavour).

Citazione preferita:

Ci sono dei pezzi della vita che portano in una descrizione che non vorresti mai conoscere. Una di queste è la solitudine. Essere soli non vuol dire abitare da soli, no di certo. Quello è quasi sempre un vantaggio che unicamente chi ha abitato da solo può capire. No, la solitudine è una cosa diversa. E' una sensazione che ti coglie anche quando sei in mezzo alla gente. E in quel particolare momento nel quale ti senti diverso, a volte sconfitto, a volte vittorioso, ma non sai con chi condividere le sconfitte e le vittorie che ti sono capitate. Essere soli ha un valore che può diventare importante nella tua vita, può diventare una compagnia solida che non ti lascia mai solo. Ecco qual è il problema: la solitudine non ti lascia mai solo.

Voto finale:

⭐⭐⭐⭐ 

Il gatto che voleva salvare i libri - Sosouke Natsukawa

 


Titolo: Il gatto che voleva salvare i libri

Autore: Sosouke Natsukawa

Anno di pubblicazione: 2020

Casa editrice: Mondadori

Traduttore: Bruno Forzan

Genere: narrativa

Numero di pagine: 180




Ci troviamo nel Giappone contemporaneo e il nostro protagonista, Natsuki Rintaro, è un ragazzo chiuso e introverso (un hikikomori) ha un passato piuttosto travagliato: i suoi genitori hanno divorziato quando era piccolo e la madre è poi morta lasciando il figlio alle cure del nonno. Quando Rintaro frequenta le superiori il nonno viene a mancare, lasciandogli la libreria di cui era proprietario. Ed è proprio in questa libreria, dove il ragazzo passa la maggior parte del suo tempo, che incontra un gatto parlante di nome Tora, il quale gli dice che ha bisogno del suo aiuto («Bisogna andare in aiuto di quei libri che si trovano segregati. Devi darmi una mano!»). Inizialmente dubbioso, il ragazzo deciderà di aiutarlo, trovandosi in mezzo a diverse avventure a cui si aggiungerà in un secondo momento la rappresentante della sua classe, che lo aiuterà a risolvere gli enigmi che si troveranno davanti.

Un libro molto curioso, ambientato in Giappone (paese che amo) e che presenta anche tematiche che è interessante trattare (penso agli hikikomori, per esempio) e da cui possono nascere ottimi spunti di approfondimento. Il libro scorre bene e non annoia il lettore che sicuramente apprezzerà il seguire i ragionamenti e le idee che porteranno i protagonisti a risolvere i vari labirinti nei quali i libri vanno salvati. Mi sarebbe piaciuto che il nonno avesse più spazio, avere più background insomma, in quanto sarebbe stato un ottimo personaggio se maggiormente sviluppato ma ciò non diminuisce la qualità del romanzo, che mi sento di consigliare a tutto il pubblico senza eccezioni.

Citazione preferita:

Al giorno d'oggi, tanti comportamenti che dovrebbero essere scontati vengono applicati al contrario. Ci si ingegna a mentire abilmente, si calpestano le persone deboli, ci i approfitta di chi è in difficoltà. Questo è ciò che tutti sono concentrati a fare. E nessuno si azzarda a dire che bisogna smetterla di essere così irresponsabili


Voto Finale:

⭐⭐⭐⭐⭐ 

Lacrime in bottiglia - Federica Montalbano

 


Titolo: Lacrime in bottiglia

Autore: Federica Montalbano

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: Autopubblicazione

Traduttore: ---

Genere: Narrativa

Numero di pagine: 136


Avete mai tenuto un diario in cui annotavate ciò che vi capitava, ciò che provavate o semplicemente ciò che vi passava per la testa in quel istante in cui scrivevate su di esso?

Ecco, questo libro è una sorta di diario che, come dice l'autrice è «una raccolta di tutte le lettere che col tempo ho sentito la necessità di scrivere, per riuscire a esprimere cose che a voce non ero in grado di dire». Ognuna di queste lettere ripercorre una parte della sua vita, a volte piacevole altre triste e tramite questo libro il lettore è come se vivesse in prima persona le vicende che vengono narrate. In alcune potremo forse ritrovarci in altre meno ma sicuramente tutte le lettere ci lasceranno qualcosa. Il sottotitolo del libro, storie di chi passa e non si ferma, descrive bene come spesso le persone siano sono attimi della nostra vita ma che, anche se per breve tempo, possono lasciare un segno importate (sia negativo che positivo ovviamente). 

Il libro è molto scorrevole e piacevole da leggere, adatto sia ad essere letto in poche ore sia letto a spezzoni in più giorni (grazie alla forma epistolare, molto apprezzata da me). Sebbene sia un libro di poche pagine (circa una settantina) è pregno di spunti di riflessione, che sicuramente permetteranno al lettore più interessato all'introspezione a scavare nei suoi ricordi per trovare punti di incontro con le vicende narrate dall'autrice. Sicuramente una lettura degna di nota che mi sento di consigliare a tutti i lettori


Citazione preferita:


Certe cose ti colpiscono sotto vari punti di vista, irrefrenabili e imprevedibili, così come certe persone. Entrano nella tua vita ed iniziano a farne incondizionatamente parte, come se fossero sempre state lì, invisibili a tutto e tutti. Eppure ci sono. Ne impari i comportamenti, i modi di esprimersi, la loro astratta realtà. Concepisci ogni loro singola emozione. E non puoi fare a meno di esserne presente.


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐

Una Mente Piena - Daniele Benzi

 



Titolo: Una Mente Piena

Autore: Daniele Benzi

Anno di pubblicazione: 2021

Casa editrice: Autopubblicazione

Traduttore: ---

Genere: Saggio

Numero di pagine: 136


Solitamente apro le recensioni con una domanda, ma oggi la apro con le parole dell'autore: «Mi sono prefisso lo scopo di trasmettere, non ho fatto distinzioni tra i destinatari. Le mie parole sono rivolte a chiunque abbia voglia di ascoltarmi e si prenda la briga, nel mentre, di ascoltare anche se stesso. La ritengo la via più efficace per imparare per imparare a comprendersi.»


Ed è proprio questo che il lettore farà leggendo il libro, un viaggio per comprendersi e per guardarsi dentro perché, lo si voglia o no, questo libro parlerà a chiunque di noi e ci farà riflettere. Ogni capitolo copre un argomento specifico, tramite il quale l'autore guiderà il lettore attraverso riflessioni, esperienze personali e consigli basati sulla sua esperienza, in maniera coinvolgente e per nulla banale. Io stesso mi sono rivisto, come in uno specchio, in alcune parti del libro e credo che ognuno di noi troverà almeno un capitolo, una citazione o un argomento in cui si sentirà punto sul vivo. Il libro è un libro che va letto con calma, senza fretta per poter comprendere pienamente i messaggi che l'autore vuole trasmetterci. Personalmente, darò almeno una rilettura nel prossimo futuro in quanto è stata una lettura piacevole, quasi come se fosse una chiaccherata fra amici al bar.


Penso abbiate compreso che è un libro che consiglio vivamente, adatto a tutti coloro che vogliono leggersi dentro guidati magistralmente dall'autore, come un Virgilio che guida Dante nel suo viaggio. L'unico consiglio che mi sento di darvi è di non leggerlo di fretta, godetevelo con calma, meditate su ogni capitolo e vedrete che sarà un viaggio dentro il vostro io molto interessante


Citazione preferita:


Secondo la mia esperienza, ma non solo, è preferibile provare emozioni negative in continuazione piuttosto che non provarne affatto. Si venera l'apatia come via di fuga dal dolore, per poi ripudiarla appena la si prova, sempre se tale termine sia adatto al contesto. Le emozioni, anche quelle negative, sono sintomo di vita. Non provarne equivale a non vivere.


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐⭐ 

Ed Era Notte - Vincenzo Pastore

 



Titolo: Ed Era Notte

Autore: Vincenzo Pastore

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: autopubblicazione

Traduttore: ---

Genere: Narrativa Storica Religiosa

Numero di pagine: 200


La storia di Gesù, chi più chi meno, la conosciamo tutti. Questo romanzo ha come filo conduttore principale la notte del tradimento di Giuda ai danni di Gesù. Da questo fil rouge, però, si dipanano molte altre storie e vite che noi seguiremo o intravedremo e che saranno legate in maniera e tempi diversi alla figura del Cristo. Vedremo persone colpite da malattie o da lutti, da persone che hanno perso ogni speranza e la voglia di lottare ma anche persone che si aggrapperanno con le unghie e con i denti alla vita. Alcuni la perderanno, altri avranno una seconda possibilità. Le storie narrate non saranno solo ambientate all'epoca di Gesù, ma alcune saranno più recenti e vicine a noi. 

Il libro è molto piacevole e le diverse storie che si alternano non lo rendono monotono ma anzi tengono vivo l'interesse del lettore. Come ho detto sopra, la figura di Gesù fa da filo conduttore e in questa figura, come nel titolo, penso ci sia un significato profondo: che ogni notte può avere o meno una nuova alba, ma che ponendo Gesù al centro della nostra vita una nuova alba ci sarà nonostante tutte le sofferenze e le difficoltà della vita, magari non in questa vita ma in quella futura. Ho molto apprezzato come è stata costruita la storia di Illo, un soldato e giocatore incallito obbligato dal padre ad arruolarsi nell'esercito romano per placare collera e irascibilità che si troverà in una situazione non proprio bella. Ma mi hanno anche colpito le storie di Giuseppe, con un figlio con ritardi mentali e di Lazzaro, un vasaio che ha contratto la lebbra. Due storie di sofferenza e di esclusione, che sottolineano quanto sia facile veder stravolta la nostra vita.


E' un libro che mi è piaciuto, sicuramente non una lettura leggere visto che vi sono anche molte storie di sofferenze che potrebbero non essere adatte se siamo molto sensibili o se stiamo passando un periodo buio. Nonostante ciò lo consiglio perchè comunque in esso io vi ho trovato un profondo insegnamento, già citato in precedenza. 


Citazione preferita:


C'è ancora speranza nella vita. La vita che rincorre e vince la morte anche quando sembra che questa stia avendo la meglio. E' una legge innegabile della natura. C'è chi nasce e c'è chi muore, un equilibrio sottile ma non sempre naturale. Ne sanno qualcosa coloro che domani purtroppo saranno giustiziati, innocenti o colpevoli.


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐

 

La Stagione dei Lupi - James Fowler




Titolo: La Stagione dei Lupi

Autore: James Fowler

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: Black and White Edizioni

Traduttore: ---

Genere: Poesia

Numero di pagine: 176


Chi di noi non è mai stato innamorato di un'altra persona? E chi lo è stato sa cosa si prova in ogni passaggio della relazione dagli albori fino alla, ahimè non tanto rara, fine della stessa.


Il libro di cui vi parlo però non  è un romanzo ma una raccolta di brevi poesie, quasi degli haiku oserei dire, che appunto descrivono un arco narrativo dall'innamoramento di un uomo per una donna fino alla fine di questa esperienza che, purtroppo per lui, non finisce con un lieto fine. Tramite questi brevi componimenti, proveremo le sue emozioni, leggeremo le sue impressioni e le sue riflessioni sull'amore. 


Il libro si legge relativamente in poco tempo ma, per quanto mi riguarda, ritengo che meriti più di una lettura per potersi godere le brevi poesie al meglio e per meditare su alcune di esse che possono essere senza dubbio un punto di partenza per interessanti discussioni sul tema dell'amore. Sicuramente con letture successive si potranno trovare lati che prima non si erano visti o aspetti che erano sfuggiti. Senza dubbio è una lettura piacevole adatta anche a chi non ha molto tempo da dedicare alla lettura o che può dedicarsi ad essa per brevi periodi di tempo. Per i lettori forti sarà un breve viaggio ma molto intenso, un viaggio che come detto prima potrebbe variare di lettura in lettura.


Citazione preferita:


 Il sorriso

è l'armatura

delle persone forti


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐ 

Trappola a Boscolungo - Laura Costantini & Loredana Falcone

 


Titolo: Trappola a Boscolungo 


Autore: Laura Costantini - Loredana Falcone

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: Nua

Traduttore: ---

Genere: Thriller

Numero di pagine: 290



E se per poter accedere all'eredita di un vostro parente doveste partecipare ad una sorta di caccia al tesoro, come reagireste? 


La storia comincia con un gruppo di persone riunite per un funerale di una persona che ha un legame con ognuno di essi, Batolomeo Zoldan. I presenti invece, come detto, sono legati a lui da diversi legami: Melania, vedova del figlio primogenito di Bartolomeo; Guglielmo, figlio di Bartolomeo; Clarissa, segretaria del defunto e uno sconosciuto, di cui si scoprirà in seguito l'identità. Al termine del funerale, i quattro si riuniranno nell'ufficio del defunto nel quale scopriranno, per bocca del notaio Stefano Reale, il testamento. Ma cosa prevede questo testamento? Una caccia al tesoro per vedere chi è il più degno per ricevere la sua eredità («Avrete a disposizione quattro settimane a partire da adesso. In questo lasso di tempo dovrete partecipare ad una caccia al tesoro, dove il tesoro è la chiave magnetica che apre la cassaforte alla vostra destra...»). Ma per partecipare alla caccia al tesoro dovranno rimanere completamente isolati dal mondo, senza telefoni, smartophone e simili. Per coloro che non vogliono partecipare è disponibile un pacchetto di azioni dell'azienda di famiglia. Parteciperanno tutti alla caccia oppure alcuni si ritireranno? E chi vincerà questa caccia al tesoro?


Il romanzo, un giallo, si articola in capitoli a cui è legato un indizio della caccia al tesoro. Ogni indizio è legato ad un'opera di Leopardi, autore di cui il defunto era appassionato («Mio padre ha sempre odiato i perdenti, eppure amava Leopardi») e che farà da filo conduttore dall'inizio alla fine. Ogni indizio porterà con se anche imprevisti, colpi di scena, incidenti e financo misteriose sparizioni in un susseguirsi di alleanze create e rotte e dopo nuovamente ricreate farcite di sospetti, doppigiochi e quant'altro.


Gli appassionati di gialli non si annoieranno e anzi troveranno sicuramente un libro appassionante che li guiderà insieme ai protagonisti alla ricerca degli indizi e della soluzione finale, che lascerà i lettori a bocca aperta.


Citazione preferita


«Un buon libro, una tisana, il fuoco acceso e il gatto a ronfarle in grembo. Clarissa si sorprese a pensare che anche solo per non rinunciare a momenti come quello, avrebbe potuto accettare la sfida di Bartolomeo e partecipare alla caccia.»


Voto finale:


⭐⭐⭐⭐

Hypnosis - Karen Coles

 


Titolo: Hypnosis



Autore: Karen Coles


Anno di pubblicazione: 202


Casa editrice: Neri Pozza - Beat


Traduttore: Luigi Maria Sponzilli


Genere: Narrativa Storica


Numero di pagine: 288



Lo sappiamo tutti, i manicomi non sono mai stati luoghi di gioia e serenità ma spesso e volentieri luoghi di abusi, maltrattamenti e anche terribili esperimenti. E molto spesso, i pazienti vengono tenuti sotto farmaci che, invece che guarirli, peggiorano le loro condizioni fisiche e mentali ed una di queste persone è la protagonista di questo romanzo 


La nostra protagonista si chiama Maud, una ventisettenne chiusa nel manicomio di Angelton da 5 anni ma, dei ventidue anni che hanno preceduto questo intermaneto non ricorda nulla. E' una paziente problematica che in passato ha anche tentato di strangolare uno dei medici della struttura, il dottor Womack, e tenuta rinchiusa nella sua stanza per non arrecare danno alle internate e ai lavoratori del manicomio. Ma la sua vita cambierà quando. Un giorno, un medico giunge al manicomio per tentare una nuova tecnica per curare le pazienti: il dottor Dimmond. Con Maud e altre pazienti tenterà la via dell'ipnosi per scavare nel passato delle pazienti e capire cosa le ha portate alla pazzia e poterle in questo modo curarle. A Maud darà un quaderno e una matita («Vorrei che tu annotassi tutto ciò che ricordi del tuo passato, qualunque cosa. Anche i dettagli più insignificanti saranno d'aiuto»). Maud con l'aiuto del dottor Dimmond sembra migliorare ma il dottor Womack cercherà di ostacolare questo miglioramento. Cosa lo spinge a farlo? Ci riuscirà?


La storia narrata è molto interessante, sopratutto come i ricordi che emergono dalle sedute di ipnosi inframezzano la storia principale, portando il lettore ad ottenere sempre più consapevolezza di cosa ha portato la protagonista in quel luogo e delle sofferenze che ha subito. Anche i personaggi mi sono piaciuti, sopratutto mi ha colpito l'umanità del dott. Dimmond che riuscirà a conquistare man mano la fiducia della paziente, guidandola alla scoperta della sua storia.


E' sicuramente un romanzo diverso dal solito è che ha dei fondamenti considerando che l'autrice abita in una città con tre manicomi (i quali hanno ispirato la storia) e quindi sicuramente ha avuto delle buone basi da cui partire per costruire la sua storia. Una lettura consigliata a tutti.


Citazione preferita: 


«Soffrivi - e soffri ancora - ma la sofferenza non è una malattia, è il prezzo dell'amore.»


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐


In Cammino con... Daniele Benzi

Benvenuti lettori e lettrici, torniamo a camminare. Questa volta siamo in compagnia di Daniele Benzi autore di Una mente piena di cui troverete presto la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autore sui suoi social (Ig: @_danielebenzi_) per eventuali aggiornamenti sulla sua attività letteraria. Concludo ringraziandolo per la sua gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista 😊 





Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo? 

Mostravo interesse nei confronti della scrittura già durante la scuola elementare, mi è sempre piaciuto esprimermi sotto varie forme. Ho iniziato sul serio a sedici anni, in occasione di un progetto scolastico che ha riacceso in me tale passione, accantonata da un po’ di tempo. In generale, ciò che mi porta a voler scrivere è la mia tendenza ad esternare i miei pensieri e sentimenti, mettendoli nero su bianco. Direi anche e soprattutto la mia ossessione di lasciare una traccia indelebile di me nel mondo.


Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?


Per quanto riguarda l’orario prediligo la sera o addirittura la notte. Mi sento più concentrato, senza distrazioni esterne e senza confusione intorno. Di solito scrivo in camera mia, al computer, con la porta chiusa e in silenzio. Se proprio mi concedo un po’ di musica, si tratta di beat lo-fi hip hop, rilassanti e che aiutano a concentrarsi.


Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?


Ho raccolto un bel po’ di materiale di getto, per poi effettuare una scrematura. Ho scelto una parte del materiale e le ho dato un senso logico, fino ad ottenere quello che è il risultato finale. Quando ho iniziato a scrivere non avevo una scaletta in mente, soltanto il concetto.


Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?


Trattandosi di un saggio che verte su argomenti astratti e psicologici, si basa strettamente sulla mia maturità mentale, e sui ragionamenti propri di un certo periodo. L’opera è stata pubblicata più di un anno fa, e nel frattempo credo di essermi evoluto come persona. Non eliminerei nulla, semplicemente aggiornerei alcune parti in base alla mia evoluzione mentale. O forse no, dato che ogni opera fotografa un determinato momento della vita. In conclusione, no, non modificherei nemmeno nulla.


Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?


Una soddisfazione incommensurabile. Non parlo nemmeno di quando ho potuto toccare con mano una copia fisica dell’opera per la prima volta. Finalmente l’impegno e tutti gli sforzi avevano una forma, il prodotto era stato creato ed era uscito dalle quattro mura di casa mia, per andare chissà dove. Spero nel cuore di più persone possibile.


Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?


A dire il vero non ne ho uno. Paradossalmente non sono mai stato un grande lettore, giusto negli ultimi tempi mi sto avvicinando alla lettura. Ho sempre preferito mettermi in gioco in prima persona e scrivere. Per citarne uno, ho adorato “Padre ricco padre povero” di Robert Kiyosaki.


Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?


Credo “5:32 PM” di The Deli. È un beat lo-fi hip hop, credo che si intoni con il mood riflessivo ed introspettivo del libro.


Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?


Tutto nasce da ragionamenti personali, dall’introspezione, perciò da me stesso. A mia volta, io analizzo gli stimoli che recepisco dall’ambiente circostante.


Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?


Sinceramente non saprei, non so nemmeno se ancora possa definirmi come uno scrittore. Questo devo ancora inquadrarlo. A pelle, direi che esprimere la propria interiorità aiuta a prescindere. È utile per comprendersi di più e per trovare un equilibrio interiore, lasciando una traccia di sé, giungendo agli atri tramite la propria arte. 


Qual è, se ne ha uno, il suo argomento preferito del libro? E perché?


Bella domanda, tutto mi sta a cuore perciò è difficile scegliere. Direi il concetto di “impicciarsi”, perché spinge il lettore a vivere la sua vita da protagonista e non da semplice spettatore. Apprezzo molto anche il tema dei canoni sociali, che mi tocca molto personalmente.


Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?


Sinceramente di romanzi non me ne intendo molto, prediligo altri generi, però mi piacerebbe scrivere un saggio con Robert Kiyosaki, annullando ipoteticamente le barriere linguistiche. 


Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?


Esplorate sempre, anche se a tratti può sembrare poco produttivo, o addirittura inutile. Esplorate l’ambiente circostante e voi stessi, tramite l’introspezione, con brutale onestà. Solo in questo modo si può sperare di crescere. Ho concepito il mio primo libro seguendo proprio questo spirito. Se deciderete di cimentarvi nella lettura di esso, vi auguro buon viaggio.


In Cammino con... Vincenzo Pastore

Benvenuti lettori e lettrici, torniamo a camminare. Questa volta siamo in compagnia di Vincenzo Pastore, autore di Ed era notte di cui troverete presto la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autore sui suoi social (Ig: @vince_82_2 ) per eventuali aggiornamenti sulla sua attività letteraria. Concludo ringraziandolo per la sua gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista 😊 



Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?


Qualche anno fa, nel 2018. Il mio primo racconto, Adriatica’98, è del 2020. Ho iniziato a scrivere come conseguenza alla passione per la lettura e sotto la spinta di un libro, Diario di Scuola di Pennac, che ho trovato molto vicino alla mia esperienza. Come l’Autore, anch’io sono insegnante. 


Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?


Solitamente scrivo nel pomeriggio o a sera, quando sbrigo le mie faccende familiari, dopo una buona lettura. Non c’è un luogo preciso, ma spesso mi metto comodo sul divano. Non ascolto musica ma la musica ispira i miei lavori. 


Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?


Scrivo di getto. Sono uno che segue il flusso dei pensieri.


Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?


Si tutto può essere migliorato. Ad esempio ho intenzione di riprendere il mio primo racconto e farne un romanzo, perché il mio personaggio è un po’ passivo nell’evolversi degli eventi. Per capirci, mancano le sue riflessioni. 


Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?


È sempre bello portare a termine il lavoro. Si prova anche trepidazione e un senso di incertezza sulla reazione che la gente avrà quando lo leggerà. 


Qual è stato il primo libro che lmetta appassionare alla lettura?


Forse il Nome della Rosa di Eco, la mia prima vera lettura non imposta dalla scuola. 


Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?


Pur essendo un libro legato al mondo della religiosità, direi Map of Problematique dei Muse. 


Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?


Sicuramente dall’esperienza di fede personale e dalla fatica che il cristianesimo sta facendo in questo determinato periodo storico.


Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?


Bella domanda. L’aspetto positivo è quello di incontrare, attraverso le proprie parole, la gente e di lasciare qualcosa nei loro cuori o condividere stesse impressioni o situazioni. Eccesiva competitività e ambizione potrebbero essere gli aspetti negativi dello scrittore, anche se finora ho trovato autori, emergenti come me, con i quali ci si da la mano. 

Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?


Sono affezionato al buon Soldato Schvejk perché, nella sua goffaggine e inettitudine, riesce sempre a cavarsela. 


Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?


Mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa con Enrico Brizzi o com Irvine Welsh. 


Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?


Intanto un saluto affettuoso ai lettori del blog che hanno potuto leggere questa mia esperienza e che hanno avuto modo di conoscermi . Se mai dovessero leggere il mio libro e che lo possano trovare interessante e sorprendente perché, aldilà dell’aspetto religioso che permea la storia, si troveranno davanti ad un vero e proprio romanzo

In Cammino con... Natan Tale & Laura Altamura



Benvenuti lettori e lettrici, torniamo a camminare. Oggi siamo in tre a camminare: infatti oggi siamo in compagnia di Natan Tale e Laura Altamura autori de Sconosciuti - il romanzo che non ti aspettavi, di cui potete trovare la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autore e l'autrice sui loro social (Ig: @laura_altamura_autrice e @iosononatan_ ) per eventuali aggiornamenti sulla loro attività letteraria. Concludo ringraziandoli per la loro gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista 😊

Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?

L: Fin da piccola era il mio passatempo preferito, un momento mio. Poi con gli anni questa passione si è consolidata, anche se ho scritto a periodi alterni.

N: Iniziai a scrivere da ragazzino e non ho più smesso. Non credo di poter sostenere che decisi di farlo, né che qualcuno mi “mise la penna in mano”. La scrittura trovò me - e io lei.


Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?

L: Di solito prediligo la sera, per ragioni di tempo. No, la musica mi deconcentra.

N: La notte è di certo il momento più propizio. Solitamente, con me ho: penna nera, fiammiferi, paglie e qualcosa da bere, di alcolico.


Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?

LN: Abbiamo redatto una scaletta per non incappare in errori grossolani o buchi di trama, poi abbiamo spaziato. Una sorta di via di mezzo tra le due cose.


Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?

L: Personalmente no, o non ancora!

N: Concordo con Laura.


Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?

L: Tanta soddisfazione, avevamo la nostra creatura fra le mani.

N: Ero contento del risultato e altresì di aver lavorato così bene con la mia “socia”.


Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?

L: Piccole Donne, da ragazzina, è stata la mia prima lettura realmente sentita.

N: I libri di fiabe che mi leggevano da piccolo.


Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?

L: Difficile dire, ma ad esser sincera una c’è: One way ticket (Eruption)

N: In tutta onestà, lascerei ai lettori la scelta che più gli aggrada.


Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?

L: È nato tutto per gioco, non mi sono ispirata a nessun accadimento o persona.

N: Come sempre, da fuori e dentro me.


Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?

L: La penna è uno strumento potente, una chiave che apre porte e ti fa vivere mille vite. Spesso, però, non è una professione di cui si può vivere, per lo meno non solo di quella, e quindi va coniugata con un’altra attività lavorativa, rischiando di essere relegata ai ritagli di tempo.

N: Oserei rispondere, per entrambe le cose: l’esser proprio uno scrittore.


Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?

L: A dire il vero voglio bene a tutti, a Natan un po’ di più, ma perché è il mio “socio” nella realtà!

N: Un personaggio preferito direi di non averlo. Ognuno di loro ha caratteristiche ben definite che li rende interessanti. Forse, Nara a parte, citerei il libraio - vecchietto alquanto curioso.

Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?

L: Primo Levi, per il suo vissuto.

N: Ardua scelta davvero. Pertanto, rimarrò nel presente: mi auguro di continuare a scrivere romanzi con Laura, difficile trovare tale affinità di penne; mi incuriosirebbe altresì uno scambio di versi con un poeta contemporaneo in particolare, Mario Badino, per la sua meditata intelligenza nonché bravura.

Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?

L: Un grande grazie, ai lettori o anche a chi è semplicemente curioso. Io sono di parte, ma davvero

“Sconosciuti” è una bella storia che merita di essere letta e vissuta. E grazie a te, Daniele, per la tua competenza e cortesia.

N: Sottoscrivo quanto detto da Laura.

Le ceneri dell'impero - il ladro - Riccardo Vergine

 




Titolo: Ceneri dell'impero - il ladro

Autore: Riccardo Vergine

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: autopubblicazione

Traduttore: ---

Genere: Dark fantasy

Numero di pagine: 168



La storia che andremo a seguire ha tre protagonisti principali: Sarin, un giovane ladro. Algorab, un nobile rampollo dell'impero. Ras, Adepta della fiamma e servitrice di Alkes. La storia si svolge in un impero, la cui popolazione è divisa in due classi sociali: i darje, composti da persone ricche e potenti, e i parje che invece sono poveri e senza alcuna prospettiva per il futuro. Sarin, come detto, è un giovane ladro la cui infanzia è stata tutt'altro che rosea: un padre violento e alcolizzato e la morte della madre lo hanno portato a vivere in un orfanotrofio dove ha conosciuto il suo migliore amico Gienah, anche lui abile ladro. La sua vita scorre monotona fra un borseggio e l'altro quando un giorno riceverà una proposta con un lauto compenso che però nasconderà una missione molto pericolosa e complessa: di cosa si tratterà? Algorab, invece, è un nobile che però vedrà la sua vita sconvolta dopo la morte del padre, accusato di tradimento verso l'impero e si vedrà costretto a scappare con la sorella minore Tania. Riusciranno a sfuggire alle grinfie dell'impero oppure verranno anche loro catturati? Infine Ras, una sacerdotessa che come le sue sorelle, sfila per le strade di Ahlborn durante le cerimonie o, come nel caso del padre di Algorab, durante le esecuzioni per accompagnare il condannato nel suo trapasso. Ma il futuro ha in serbo per lei un Dono: di cosa si tratterà?

Il libro, parte di una trilogia, è un intreccio di racconti e di vite che accompagna il lettore dall'inizio alla fine senza tempi morti e coprendo bene o male i vari aspetti della società che fa da sfondo al romanzo (nobiltà, religione e classi meno abbienti). Le storie che più mi hanno coinvolto sono quelle di Sarin e di Algorab, mentre quella della sacerdotessa Ras non mi ha coinvolto molto ma essendo il libro parte di una trilogia, sono certo che anche quella storia riuscirà a attirare la mia attenzione, così come gli intrecci che in questo primo romanzo sono solo accennati. In particolare mi hanno interessato le vicende della vita di Sarin che lo hanno portato a diventare ciò che è nel presente. Sicuramente leggerò anche i successivi e invito che leggerà questo romanzo a fare lo stesso, in quanto sono certo che riserverà grandi sorprese e interessanti colpi di scena.


Citazione preferita: 

Quando raggiunse la sua meta si fermo a debita distanza e si nascose in un vicolo da cui aveva una buona visuale. Villa Korn appariva come un vecchio palazzo in rovina da secoli, nonostante fossero passati pochi giorni. Quel che rimaneva dei suoi marmi erano lastre nere e sporche di fango. Il secondo piano era completamente crollato, ma il muro di cinta aveva tenuto abbastanza bene


Voto finale:

⭐⭐⭐⭐

In Cammino con... Manuela Vinario