In Cammino con... Manuela Vinario
In cammino con... Sonja G Rosenkov
L'Ira del Sangue - Sonja G. Rosenkov
Autore: Sonja G. Rosenkov
La gente si ostina a credere che siano le fiamme a rendere insopportabile la permanenza all'inferno ma non è così. A rendere insopportabile la vita - soprattutto un'esistenza come la sua - è l'assenza dell'amore, l'assenza di un compagno con cui condividere quella che gli umani definiscono eternità.
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐✨
Il Tempo della Neve - Manuela Vinario
Autore: Manuela Vinario
La paura nella notte - Valentina Marchello
Titolo: La paura nella notte
Autore: Valentina Marchello
Alla fine il suo sogno era di aiutare chi nella sua stessa situazione stava iniziando a cadere da quell'albero vivo che era la vita, ritrovandosi poi con un cappio al collo senza neanche accorgersene. Si ripeteva che una missione di quel genere fosse un qualcosa di nobile, ma non sapeva se mai sarebbe riuscito a compiere un gesto del genere - quello di salvare la gente - si intende
Voto finale:
⭐⭐⭐✨
Nel silenzio dei Boschi - Kimi Cunningham Grant
Titolo: Nel silenzio dei boschi
Autore: Kimi Cunningham Grant
«Andrà meglio Finch. Ora provi solo tristezza. Forse ti sembra che qualcosa di pesante ti stia tirando giù verso il centro della terra e pensi che non ti sentirai mai più leggera. Invece tornerai a esserlo, col tempo. Te lo assicuro.» Lei si asciuga gli occhi e gli chiede con voce tremante: «Quanto? Quanto tempo ci vuole?» Scotland scuote il capo. «Non lo so. Vorrei potertelo dire. Dipende dalle persone. Ma col tempo te ne accorgerai. Un giorno vedrai che non sei più triste quanto il giorno prima. Ed il giorno dopo starai un po' meglio, e così via. Immagino che il dolore non se ne andrà mai del tutto, ma si ridurrà»
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐⭐
In camino con... Valentina Marchello
Benvenuti lettori e lettrici, nuova camminata in compagnia. Questa volta siamo insieme a Valentina Marchello, autore di Ed era notte di cui troverete presto la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autrice sui suoi social (Ig: @theveeslife ) per eventuali aggiornamenti sulla sua attività letteraria. Concludo ringraziandola per la sua gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista
Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?
La passione della scrittura è sempre stata presente nella mia vita, questa storia in particolare è nata spontaneamente da un pomeriggio di estate afosa. Credo che la noia e il voler far qualcosa siano state le rampe di lancio per la stesura della storia, che - inizialmente - è stata solo pensata seguendo una linea di pensiero che portata a un finale già deciso dal principio, per poi scriverci su una bozza della scaletta e degli eventi.
Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?
La ruotine è farmi una dose di musica che si possa collegare a quel capitolo o a quella parte della storia per poi mettermi in cameretta e scrivere finchè non mi reputo abbastanza soddisfatta, di solito non protaggo le ore per molto tempo anche per dare uno stacco e rinfrescare le idee.
Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?
Come detto poco prima faccio una scaletta per mantenere rigide le basi, ma ci sono alcune scene nate per pura ispirazione che si collegavano perfettamente con il proseguire degli eventi. Quindi si, uso una scalatta, ma non è così rigida come sembra.
Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?
In realtà no, credo di aver dato una motivazione a tutti i personaggi come se fosse una grande ragnatela che collega il tutto nel clou della storia.
Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?
Vuoto. Mi sono messa a piangere, è come se mi avessero tolto il mio bambino, ma mi son detta che erano cresciuti e dovevano vivere nella mente di qualcun altro, quindi andava bene così per quanto doloroso possa essere.
Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?
Misery - Stephen King , ma credo che il mio amore più puro sia nato con la scoperta del mio scrittore prefertito, Paolo Giordano, con La solitudine dei numeri primi. Che tra l'altro ho anche citato nel libro.
Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?
Gente Tranquilla - Subsonica.
La parte in arabo mi ha ispirato il titolo del libro, la trovo molto verosimile a ciò che accade e cosa il protagonista vede. Diciamo che tutto gira intorno a ciò che succede nella notte, a quella consapevolezza che quel demone che ti tormenta è molto più avvezzo ad attaccare quando nessuno può vedere.
Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?
Dalla gente comune e in un particolare capitolo - nonchè particolare personaggio - a ciò che è successo a Valentina Pitzalis. Credo di aver dedicato quel libro non solo a lei, ma a chiunque abbia subito un danno così grave e atroce.
Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?
Gli aspetti positivi sono il creare una connessione tra menti, lo scrittore non fa altro che trasmettere ciò che la sua mente vede e riuscire a far immaginare le stesse cose ad altra gente è pressochè soddisfacente.
Gli aspetti negativi sono la rappresentazione di ciò che è adesso la società, purtroppo non è così comune vedere un giovane con un libro in mano che legge qualcosa di così "banale" come un libro.
Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?
George Fink: un personaggio la cui accettazione del proprio corpo è un tassello abbastanza difficile nella sua vita. è il personaggio a cui mi sono affezionata di più forse perchè in alcuni aspetti mi assomiglia e questo ha creato una legame tra me e lui, è stato anche uno dei personaggi a cui ho fatto più male e questo ha fatto male anche a me. è complicato spiegare quanto George sia importante per me.
Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?
Che domanda difficile! Mi cogli alla sprovvista perchè ci sono fin troppo scrittori con cui vorrei lavorare, ma anche con cui non mi sento all'altezza per farlo. Ora come ora potrei dire Manzoni per il semplice fatto che ti crea quella suspance di sapere il finale che quando finalmente arriva quasi ti manca tutto l'impegno che ci hai messo nel leggere quell'opera.
Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?
Abbiate pazienza con Stefano, ha i suoi motivi per fare quello che fa! Buona lettura a tutti!
Tempi eccitanti - Naoise Dolan
Continui a descriverti come una persona profondamente disturbata, quando gran parte di queste cose sono normali. Credo che tu voglia sentirti speciale - ma va bene, chi non vuole esserlo - ma non ti concedo di essere speciale in modo buono, e allora ti consideri speciale in modo cattivo.
Voto finale: ⭐⭐⭐
Garibaldi fu ferito - Paolo Domenico Montaldo
Autore: Paolo Domenico Montaldo
Ci sono dei pezzi della vita che portano in una descrizione che non vorresti mai conoscere. Una di queste è la solitudine. Essere soli non vuol dire abitare da soli, no di certo. Quello è quasi sempre un vantaggio che unicamente chi ha abitato da solo può capire. No, la solitudine è una cosa diversa. E' una sensazione che ti coglie anche quando sei in mezzo alla gente. E in quel particolare momento nel quale ti senti diverso, a volte sconfitto, a volte vittorioso, ma non sai con chi condividere le sconfitte e le vittorie che ti sono capitate. Essere soli ha un valore che può diventare importante nella tua vita, può diventare una compagnia solida che non ti lascia mai solo. Ecco qual è il problema: la solitudine non ti lascia mai solo.
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
Il gatto che voleva salvare i libri - Sosouke Natsukawa
Titolo: Il gatto che voleva salvare i libri
Autore: Sosouke Natsukawa
Al giorno d'oggi, tanti comportamenti che dovrebbero essere scontati vengono applicati al contrario. Ci si ingegna a mentire abilmente, si calpestano le persone deboli, ci i approfitta di chi è in difficoltà. Questo è ciò che tutti sono concentrati a fare. E nessuno si azzarda a dire che bisogna smetterla di essere così irresponsabili
Voto Finale:
⭐⭐⭐⭐⭐
Lacrime in bottiglia - Federica Montalbano
Titolo: Lacrime in bottiglia
Autore: Federica Montalbano
Anno di pubblicazione: 2022
Casa editrice: Autopubblicazione
Traduttore: ---
Genere: Narrativa
Numero di pagine: 136
Avete mai tenuto un diario in cui annotavate ciò che vi capitava, ciò che provavate o semplicemente ciò che vi passava per la testa in quel istante in cui scrivevate su di esso?
Ecco, questo libro è una sorta di diario che, come dice l'autrice è «una raccolta di tutte le lettere che col tempo ho sentito la necessità di scrivere, per riuscire a esprimere cose che a voce non ero in grado di dire». Ognuna di queste lettere ripercorre una parte della sua vita, a volte piacevole altre triste e tramite questo libro il lettore è come se vivesse in prima persona le vicende che vengono narrate. In alcune potremo forse ritrovarci in altre meno ma sicuramente tutte le lettere ci lasceranno qualcosa. Il sottotitolo del libro, storie di chi passa e non si ferma, descrive bene come spesso le persone siano sono attimi della nostra vita ma che, anche se per breve tempo, possono lasciare un segno importate (sia negativo che positivo ovviamente).
Il libro è molto scorrevole e piacevole da leggere, adatto sia ad essere letto in poche ore sia letto a spezzoni in più giorni (grazie alla forma epistolare, molto apprezzata da me). Sebbene sia un libro di poche pagine (circa una settantina) è pregno di spunti di riflessione, che sicuramente permetteranno al lettore più interessato all'introspezione a scavare nei suoi ricordi per trovare punti di incontro con le vicende narrate dall'autrice. Sicuramente una lettura degna di nota che mi sento di consigliare a tutti i lettori
Citazione preferita:
Certe cose ti colpiscono sotto vari punti di vista, irrefrenabili e imprevedibili, così come certe persone. Entrano nella tua vita ed iniziano a farne incondizionatamente parte, come se fossero sempre state lì, invisibili a tutto e tutti. Eppure ci sono. Ne impari i comportamenti, i modi di esprimersi, la loro astratta realtà. Concepisci ogni loro singola emozione. E non puoi fare a meno di esserne presente.
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
Una Mente Piena - Daniele Benzi
Titolo: Una Mente Piena
Autore: Daniele Benzi
Anno di pubblicazione: 2021
Casa editrice: Autopubblicazione
Traduttore: ---
Genere: Saggio
Numero di pagine: 136
Solitamente apro le recensioni con una domanda, ma oggi la apro con le parole dell'autore: «Mi sono prefisso lo scopo di trasmettere, non ho fatto distinzioni tra i destinatari. Le mie parole sono rivolte a chiunque abbia voglia di ascoltarmi e si prenda la briga, nel mentre, di ascoltare anche se stesso. La ritengo la via più efficace per imparare per imparare a comprendersi.»
Ed è proprio questo che il lettore farà leggendo il libro, un viaggio per comprendersi e per guardarsi dentro perché, lo si voglia o no, questo libro parlerà a chiunque di noi e ci farà riflettere. Ogni capitolo copre un argomento specifico, tramite il quale l'autore guiderà il lettore attraverso riflessioni, esperienze personali e consigli basati sulla sua esperienza, in maniera coinvolgente e per nulla banale. Io stesso mi sono rivisto, come in uno specchio, in alcune parti del libro e credo che ognuno di noi troverà almeno un capitolo, una citazione o un argomento in cui si sentirà punto sul vivo. Il libro è un libro che va letto con calma, senza fretta per poter comprendere pienamente i messaggi che l'autore vuole trasmetterci. Personalmente, darò almeno una rilettura nel prossimo futuro in quanto è stata una lettura piacevole, quasi come se fosse una chiaccherata fra amici al bar.
Penso abbiate compreso che è un libro che consiglio vivamente, adatto a tutti coloro che vogliono leggersi dentro guidati magistralmente dall'autore, come un Virgilio che guida Dante nel suo viaggio. L'unico consiglio che mi sento di darvi è di non leggerlo di fretta, godetevelo con calma, meditate su ogni capitolo e vedrete che sarà un viaggio dentro il vostro io molto interessante
Citazione preferita:
Secondo la mia esperienza, ma non solo, è preferibile provare emozioni negative in continuazione piuttosto che non provarne affatto. Si venera l'apatia come via di fuga dal dolore, per poi ripudiarla appena la si prova, sempre se tale termine sia adatto al contesto. Le emozioni, anche quelle negative, sono sintomo di vita. Non provarne equivale a non vivere.
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐⭐
Ed Era Notte - Vincenzo Pastore
Autore: Vincenzo Pastore
Anno di pubblicazione: 2022
Casa editrice: autopubblicazione
Traduttore: ---
Genere: Narrativa Storica Religiosa
Numero di pagine: 200
La storia di Gesù, chi più chi meno, la conosciamo tutti. Questo romanzo ha come filo conduttore principale la notte del tradimento di Giuda ai danni di Gesù. Da questo fil rouge, però, si dipanano molte altre storie e vite che noi seguiremo o intravedremo e che saranno legate in maniera e tempi diversi alla figura del Cristo. Vedremo persone colpite da malattie o da lutti, da persone che hanno perso ogni speranza e la voglia di lottare ma anche persone che si aggrapperanno con le unghie e con i denti alla vita. Alcuni la perderanno, altri avranno una seconda possibilità. Le storie narrate non saranno solo ambientate all'epoca di Gesù, ma alcune saranno più recenti e vicine a noi.
Il libro è molto piacevole e le diverse storie che si alternano non lo rendono monotono ma anzi tengono vivo l'interesse del lettore. Come ho detto sopra, la figura di Gesù fa da filo conduttore e in questa figura, come nel titolo, penso ci sia un significato profondo: che ogni notte può avere o meno una nuova alba, ma che ponendo Gesù al centro della nostra vita una nuova alba ci sarà nonostante tutte le sofferenze e le difficoltà della vita, magari non in questa vita ma in quella futura. Ho molto apprezzato come è stata costruita la storia di Illo, un soldato e giocatore incallito obbligato dal padre ad arruolarsi nell'esercito romano per placare collera e irascibilità che si troverà in una situazione non proprio bella. Ma mi hanno anche colpito le storie di Giuseppe, con un figlio con ritardi mentali e di Lazzaro, un vasaio che ha contratto la lebbra. Due storie di sofferenza e di esclusione, che sottolineano quanto sia facile veder stravolta la nostra vita.
E' un libro che mi è piaciuto, sicuramente non una lettura leggere visto che vi sono anche molte storie di sofferenze che potrebbero non essere adatte se siamo molto sensibili o se stiamo passando un periodo buio. Nonostante ciò lo consiglio perchè comunque in esso io vi ho trovato un profondo insegnamento, già citato in precedenza.
Citazione preferita:
C'è ancora speranza nella vita. La vita che rincorre e vince la morte anche quando sembra che questa stia avendo la meglio. E' una legge innegabile della natura. C'è chi nasce e c'è chi muore, un equilibrio sottile ma non sempre naturale. Ne sanno qualcosa coloro che domani purtroppo saranno giustiziati, innocenti o colpevoli.
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
La Stagione dei Lupi - James Fowler
Titolo: La Stagione dei Lupi
Autore: James Fowler
Anno di pubblicazione: 2022
Casa editrice: Black and White Edizioni
Traduttore: ---
Genere: Poesia
Numero di pagine: 176
Chi di noi non è mai stato innamorato di un'altra persona? E chi lo è stato sa cosa si prova in ogni passaggio della relazione dagli albori fino alla, ahimè non tanto rara, fine della stessa.
Il libro di cui vi parlo però non è un romanzo ma una raccolta di brevi poesie, quasi degli haiku oserei dire, che appunto descrivono un arco narrativo dall'innamoramento di un uomo per una donna fino alla fine di questa esperienza che, purtroppo per lui, non finisce con un lieto fine. Tramite questi brevi componimenti, proveremo le sue emozioni, leggeremo le sue impressioni e le sue riflessioni sull'amore.
Il libro si legge relativamente in poco tempo ma, per quanto mi riguarda, ritengo che meriti più di una lettura per potersi godere le brevi poesie al meglio e per meditare su alcune di esse che possono essere senza dubbio un punto di partenza per interessanti discussioni sul tema dell'amore. Sicuramente con letture successive si potranno trovare lati che prima non si erano visti o aspetti che erano sfuggiti. Senza dubbio è una lettura piacevole adatta anche a chi non ha molto tempo da dedicare alla lettura o che può dedicarsi ad essa per brevi periodi di tempo. Per i lettori forti sarà un breve viaggio ma molto intenso, un viaggio che come detto prima potrebbe variare di lettura in lettura.
Citazione preferita:
Il sorriso
è l'armatura
delle persone forti
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
Trappola a Boscolungo - Laura Costantini & Loredana Falcone
Titolo: Trappola a Boscolungo
Autore: Laura Costantini - Loredana Falcone
Anno di pubblicazione: 2022
Casa editrice: Nua
Traduttore: ---
Genere: Thriller
Numero di pagine: 290
E se per poter accedere all'eredita di un vostro parente doveste partecipare ad una sorta di caccia al tesoro, come reagireste?
La storia comincia con un gruppo di persone riunite per un funerale di una persona che ha un legame con ognuno di essi, Batolomeo Zoldan. I presenti invece, come detto, sono legati a lui da diversi legami: Melania, vedova del figlio primogenito di Bartolomeo; Guglielmo, figlio di Bartolomeo; Clarissa, segretaria del defunto e uno sconosciuto, di cui si scoprirà in seguito l'identità. Al termine del funerale, i quattro si riuniranno nell'ufficio del defunto nel quale scopriranno, per bocca del notaio Stefano Reale, il testamento. Ma cosa prevede questo testamento? Una caccia al tesoro per vedere chi è il più degno per ricevere la sua eredità («Avrete a disposizione quattro settimane a partire da adesso. In questo lasso di tempo dovrete partecipare ad una caccia al tesoro, dove il tesoro è la chiave magnetica che apre la cassaforte alla vostra destra...»). Ma per partecipare alla caccia al tesoro dovranno rimanere completamente isolati dal mondo, senza telefoni, smartophone e simili. Per coloro che non vogliono partecipare è disponibile un pacchetto di azioni dell'azienda di famiglia. Parteciperanno tutti alla caccia oppure alcuni si ritireranno? E chi vincerà questa caccia al tesoro?
Il romanzo, un giallo, si articola in capitoli a cui è legato un indizio della caccia al tesoro. Ogni indizio è legato ad un'opera di Leopardi, autore di cui il defunto era appassionato («Mio padre ha sempre odiato i perdenti, eppure amava Leopardi») e che farà da filo conduttore dall'inizio alla fine. Ogni indizio porterà con se anche imprevisti, colpi di scena, incidenti e financo misteriose sparizioni in un susseguirsi di alleanze create e rotte e dopo nuovamente ricreate farcite di sospetti, doppigiochi e quant'altro.
Gli appassionati di gialli non si annoieranno e anzi troveranno sicuramente un libro appassionante che li guiderà insieme ai protagonisti alla ricerca degli indizi e della soluzione finale, che lascerà i lettori a bocca aperta.
Citazione preferita:
«Un buon libro, una tisana, il fuoco acceso e il gatto a ronfarle in grembo. Clarissa si sorprese a pensare che anche solo per non rinunciare a momenti come quello, avrebbe potuto accettare la sfida di Bartolomeo e partecipare alla caccia.»
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
Hypnosis - Karen Coles
Titolo: Hypnosis
Autore: Karen Coles
Anno di pubblicazione: 202
Casa editrice: Neri Pozza - Beat
Traduttore: Luigi Maria Sponzilli
Genere: Narrativa Storica
Numero di pagine: 288
Lo sappiamo tutti, i manicomi non sono mai stati luoghi di gioia e serenità ma spesso e volentieri luoghi di abusi, maltrattamenti e anche terribili esperimenti. E molto spesso, i pazienti vengono tenuti sotto farmaci che, invece che guarirli, peggiorano le loro condizioni fisiche e mentali ed una di queste persone è la protagonista di questo romanzo
La nostra protagonista si chiama Maud, una ventisettenne chiusa nel manicomio di Angelton da 5 anni ma, dei ventidue anni che hanno preceduto questo intermaneto non ricorda nulla. E' una paziente problematica che in passato ha anche tentato di strangolare uno dei medici della struttura, il dottor Womack, e tenuta rinchiusa nella sua stanza per non arrecare danno alle internate e ai lavoratori del manicomio. Ma la sua vita cambierà quando. Un giorno, un medico giunge al manicomio per tentare una nuova tecnica per curare le pazienti: il dottor Dimmond. Con Maud e altre pazienti tenterà la via dell'ipnosi per scavare nel passato delle pazienti e capire cosa le ha portate alla pazzia e poterle in questo modo curarle. A Maud darà un quaderno e una matita («Vorrei che tu annotassi tutto ciò che ricordi del tuo passato, qualunque cosa. Anche i dettagli più insignificanti saranno d'aiuto»). Maud con l'aiuto del dottor Dimmond sembra migliorare ma il dottor Womack cercherà di ostacolare questo miglioramento. Cosa lo spinge a farlo? Ci riuscirà?
La storia narrata è molto interessante, sopratutto come i ricordi che emergono dalle sedute di ipnosi inframezzano la storia principale, portando il lettore ad ottenere sempre più consapevolezza di cosa ha portato la protagonista in quel luogo e delle sofferenze che ha subito. Anche i personaggi mi sono piaciuti, sopratutto mi ha colpito l'umanità del dott. Dimmond che riuscirà a conquistare man mano la fiducia della paziente, guidandola alla scoperta della sua storia.
E' sicuramente un romanzo diverso dal solito è che ha dei fondamenti considerando che l'autrice abita in una città con tre manicomi (i quali hanno ispirato la storia) e quindi sicuramente ha avuto delle buone basi da cui partire per costruire la sua storia. Una lettura consigliata a tutti.
Citazione preferita:
«Soffrivi - e soffri ancora - ma la sofferenza non è una malattia, è il prezzo dell'amore.»
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
In Cammino con... Daniele Benzi
Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?
Mostravo interesse nei confronti della scrittura già durante la scuola elementare, mi è sempre piaciuto esprimermi sotto varie forme. Ho iniziato sul serio a sedici anni, in occasione di un progetto scolastico che ha riacceso in me tale passione, accantonata da un po’ di tempo. In generale, ciò che mi porta a voler scrivere è la mia tendenza ad esternare i miei pensieri e sentimenti, mettendoli nero su bianco. Direi anche e soprattutto la mia ossessione di lasciare una traccia indelebile di me nel mondo.
Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?
Per quanto riguarda l’orario prediligo la sera o addirittura la notte. Mi sento più concentrato, senza distrazioni esterne e senza confusione intorno. Di solito scrivo in camera mia, al computer, con la porta chiusa e in silenzio. Se proprio mi concedo un po’ di musica, si tratta di beat lo-fi hip hop, rilassanti e che aiutano a concentrarsi.
Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?
Ho raccolto un bel po’ di materiale di getto, per poi effettuare una scrematura. Ho scelto una parte del materiale e le ho dato un senso logico, fino ad ottenere quello che è il risultato finale. Quando ho iniziato a scrivere non avevo una scaletta in mente, soltanto il concetto.
Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?
Trattandosi di un saggio che verte su argomenti astratti e psicologici, si basa strettamente sulla mia maturità mentale, e sui ragionamenti propri di un certo periodo. L’opera è stata pubblicata più di un anno fa, e nel frattempo credo di essermi evoluto come persona. Non eliminerei nulla, semplicemente aggiornerei alcune parti in base alla mia evoluzione mentale. O forse no, dato che ogni opera fotografa un determinato momento della vita. In conclusione, no, non modificherei nemmeno nulla.
Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?
Una soddisfazione incommensurabile. Non parlo nemmeno di quando ho potuto toccare con mano una copia fisica dell’opera per la prima volta. Finalmente l’impegno e tutti gli sforzi avevano una forma, il prodotto era stato creato ed era uscito dalle quattro mura di casa mia, per andare chissà dove. Spero nel cuore di più persone possibile.
Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?
A dire il vero non ne ho uno. Paradossalmente non sono mai stato un grande lettore, giusto negli ultimi tempi mi sto avvicinando alla lettura. Ho sempre preferito mettermi in gioco in prima persona e scrivere. Per citarne uno, ho adorato “Padre ricco padre povero” di Robert Kiyosaki.
Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?
Credo “5:32 PM” di The Deli. È un beat lo-fi hip hop, credo che si intoni con il mood riflessivo ed introspettivo del libro.
Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?
Tutto nasce da ragionamenti personali, dall’introspezione, perciò da me stesso. A mia volta, io analizzo gli stimoli che recepisco dall’ambiente circostante.
Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?
Sinceramente non saprei, non so nemmeno se ancora possa definirmi come uno scrittore. Questo devo ancora inquadrarlo. A pelle, direi che esprimere la propria interiorità aiuta a prescindere. È utile per comprendersi di più e per trovare un equilibrio interiore, lasciando una traccia di sé, giungendo agli atri tramite la propria arte.
Qual è, se ne ha uno, il suo argomento preferito del libro? E perché?
Bella domanda, tutto mi sta a cuore perciò è difficile scegliere. Direi il concetto di “impicciarsi”, perché spinge il lettore a vivere la sua vita da protagonista e non da semplice spettatore. Apprezzo molto anche il tema dei canoni sociali, che mi tocca molto personalmente.
Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?
Sinceramente di romanzi non me ne intendo molto, prediligo altri generi, però mi piacerebbe scrivere un saggio con Robert Kiyosaki, annullando ipoteticamente le barriere linguistiche.
Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?
Esplorate sempre, anche se a tratti può sembrare poco produttivo, o addirittura inutile. Esplorate l’ambiente circostante e voi stessi, tramite l’introspezione, con brutale onestà. Solo in questo modo si può sperare di crescere. Ho concepito il mio primo libro seguendo proprio questo spirito. Se deciderete di cimentarvi nella lettura di esso, vi auguro buon viaggio.
In Cammino con... Vincenzo Pastore
Benvenuti lettori e lettrici, torniamo a camminare. Questa volta siamo in compagnia di Vincenzo Pastore, autore di Ed era notte di cui troverete presto la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autore sui suoi social (Ig: @vince_82_2 ) per eventuali aggiornamenti sulla sua attività letteraria. Concludo ringraziandolo per la sua gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista 😊
Qualche anno fa, nel 2018. Il mio primo racconto, Adriatica’98, è del 2020. Ho iniziato a scrivere come conseguenza alla passione per la lettura e sotto la spinta di un libro, Diario di Scuola di Pennac, che ho trovato molto vicino alla mia esperienza. Come l’Autore, anch’io sono insegnante.
Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?
Solitamente scrivo nel pomeriggio o a sera, quando sbrigo le mie faccende familiari, dopo una buona lettura. Non c’è un luogo preciso, ma spesso mi metto comodo sul divano. Non ascolto musica ma la musica ispira i miei lavori.
Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?
Scrivo di getto. Sono uno che segue il flusso dei pensieri.
Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?
Si tutto può essere migliorato. Ad esempio ho intenzione di riprendere il mio primo racconto e farne un romanzo, perché il mio personaggio è un po’ passivo nell’evolversi degli eventi. Per capirci, mancano le sue riflessioni.
Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?
È sempre bello portare a termine il lavoro. Si prova anche trepidazione e un senso di incertezza sulla reazione che la gente avrà quando lo leggerà.
Qual è stato il primo libro che lmetta appassionare alla lettura?
Forse il Nome della Rosa di Eco, la mia prima vera lettura non imposta dalla scuola.
Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?
Pur essendo un libro legato al mondo della religiosità, direi Map of Problematique dei Muse.
Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?
Sicuramente dall’esperienza di fede personale e dalla fatica che il cristianesimo sta facendo in questo determinato periodo storico.
Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?
Bella domanda. L’aspetto positivo è quello di incontrare, attraverso le proprie parole, la gente e di lasciare qualcosa nei loro cuori o condividere stesse impressioni o situazioni. Eccesiva competitività e ambizione potrebbero essere gli aspetti negativi dello scrittore, anche se finora ho trovato autori, emergenti come me, con i quali ci si da la mano.
Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?
Sono affezionato al buon Soldato Schvejk perché, nella sua goffaggine e inettitudine, riesce sempre a cavarsela.
Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?
Mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa con Enrico Brizzi o com Irvine Welsh.
Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?
Intanto un saluto affettuoso ai lettori del blog che hanno potuto leggere questa mia esperienza e che hanno avuto modo di conoscermi . Se mai dovessero leggere il mio libro e che lo possano trovare interessante e sorprendente perché, aldilà dell’aspetto religioso che permea la storia, si troveranno davanti ad un vero e proprio romanzo
In Cammino con... Natan Tale & Laura Altamura
Benvenuti lettori e lettrici, torniamo a camminare. Oggi siamo in tre a camminare: infatti oggi siamo in compagnia di Natan Tale e Laura Altamura autori de Sconosciuti - il romanzo che non ti aspettavi, di cui potete trovare la recensione qua sul blog. Vi invito come sempre a seguire l'autore e l'autrice sui loro social (Ig: @laura_altamura_autrice e @iosononatan_ ) per eventuali aggiornamenti sulla loro attività letteraria. Concludo ringraziandoli per la loro gentilezza e disponibilità nel concedermi un'intervista 😊
Quando ha deciso di iniziare a scrivere e cosa o chi l'ha spinto a farlo?
L: Fin da piccola era il mio passatempo preferito, un momento mio. Poi con gli anni questa passione si è consolidata, anche se ho scritto a periodi alterni.
N: Iniziai a scrivere da ragazzino e non ho più smesso. Non credo di poter sostenere che decisi di farlo, né che qualcuno mi “mise la penna in mano”. La scrittura trovò me - e io lei.
Ha abitudini durante la stesura dei suoi libri: orario, musica, luogo,...?
L: Di solito prediligo la sera, per ragioni di tempo. No, la musica mi deconcentra.
N: La notte è di certo il momento più propizio. Solitamente, con me ho: penna nera, fiammiferi, paglie e qualcosa da bere, di alcolico.
Scrivendo ha seguito una scaletta o ha scritto la storia di getto?
LN: Abbiamo redatto una scaletta per non incappare in errori grossolani o buchi di trama, poi abbiamo spaziato. Una sorta di via di mezzo tra le due cose.
Ci sono delle parti del romanzo o dei personaggi che, col senno di poi, modificherebbe o eliminerebbe del tutto? E perché?
L: Personalmente no, o non ancora!
N: Concordo con Laura.
Cosa ha provato una volta terminato il romanzo?
L: Tanta soddisfazione, avevamo la nostra creatura fra le mani.
N: Ero contento del risultato e altresì di aver lavorato così bene con la mia “socia”.
Qual è stato il primo libro che l'ha fatta appassionare alla lettura?
L: Piccole Donne, da ragazzina, è stata la mia prima lettura realmente sentita.
N: I libri di fiabe che mi leggevano da piccolo.
Se dovesse associare una canzone al suo libro, quale sarebbe?
L: Difficile dire, ma ad esser sincera una c’è: One way ticket (Eruption)
N: In tutta onestà, lascerei ai lettori la scelta che più gli aggrada.
Dove o da chi ha trovato l'ispirazione per questo libro?
L: È nato tutto per gioco, non mi sono ispirata a nessun accadimento o persona.
N: Come sempre, da fuori e dentro me.
Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi e negativi dell'essere uno scrittore?
L: La penna è uno strumento potente, una chiave che apre porte e ti fa vivere mille vite. Spesso, però, non è una professione di cui si può vivere, per lo meno non solo di quella, e quindi va coniugata con un’altra attività lavorativa, rischiando di essere relegata ai ritagli di tempo.
N: Oserei rispondere, per entrambe le cose: l’esser proprio uno scrittore.
Qual è, se ne ha uno, il suo personaggio preferito del libro? E perché?
L: A dire il vero voglio bene a tutti, a Natan un po’ di più, ma perché è il mio “socio” nella realtà!
N: Un personaggio preferito direi di non averlo. Ognuno di loro ha caratteristiche ben definite che li rende interessanti. Forse, Nara a parte, citerei il libraio - vecchietto alquanto curioso.
Se avesse l'opportunità di scrivere un romanzo a quattro mani con un qualsiasi autore, del presente o del passato, quale sarebbe e perché?
L: Primo Levi, per il suo vissuto.
N: Ardua scelta davvero. Pertanto, rimarrò nel presente: mi auguro di continuare a scrivere romanzi con Laura, difficile trovare tale affinità di penne; mi incuriosirebbe altresì uno scambio di versi con un poeta contemporaneo in particolare, Mario Badino, per la sua meditata intelligenza nonché bravura.
Ha piacere di dire qualcosa ai lettori del blog e in genere a chi leggerà il suo libro?
L: Un grande grazie, ai lettori o anche a chi è semplicemente curioso. Io sono di parte, ma davvero
“Sconosciuti” è una bella storia che merita di essere letta e vissuta. E grazie a te, Daniele, per la tua competenza e cortesia.
N: Sottoscrivo quanto detto da Laura.
Le ceneri dell'impero - il ladro - Riccardo Vergine
Autore: Riccardo Vergine
Anno di pubblicazione: 2022
Casa editrice: autopubblicazione
Traduttore: ---
Genere: Dark fantasy
Numero di pagine: 168
La storia che andremo a seguire ha tre protagonisti principali: Sarin, un giovane ladro. Algorab, un nobile rampollo dell'impero. Ras, Adepta della fiamma e servitrice di Alkes. La storia si svolge in un impero, la cui popolazione è divisa in due classi sociali: i darje, composti da persone ricche e potenti, e i parje che invece sono poveri e senza alcuna prospettiva per il futuro. Sarin, come detto, è un giovane ladro la cui infanzia è stata tutt'altro che rosea: un padre violento e alcolizzato e la morte della madre lo hanno portato a vivere in un orfanotrofio dove ha conosciuto il suo migliore amico Gienah, anche lui abile ladro. La sua vita scorre monotona fra un borseggio e l'altro quando un giorno riceverà una proposta con un lauto compenso che però nasconderà una missione molto pericolosa e complessa: di cosa si tratterà? Algorab, invece, è un nobile che però vedrà la sua vita sconvolta dopo la morte del padre, accusato di tradimento verso l'impero e si vedrà costretto a scappare con la sorella minore Tania. Riusciranno a sfuggire alle grinfie dell'impero oppure verranno anche loro catturati? Infine Ras, una sacerdotessa che come le sue sorelle, sfila per le strade di Ahlborn durante le cerimonie o, come nel caso del padre di Algorab, durante le esecuzioni per accompagnare il condannato nel suo trapasso. Ma il futuro ha in serbo per lei un Dono: di cosa si tratterà?
Il libro, parte di una trilogia, è un intreccio di racconti e di vite che accompagna il lettore dall'inizio alla fine senza tempi morti e coprendo bene o male i vari aspetti della società che fa da sfondo al romanzo (nobiltà, religione e classi meno abbienti). Le storie che più mi hanno coinvolto sono quelle di Sarin e di Algorab, mentre quella della sacerdotessa Ras non mi ha coinvolto molto ma essendo il libro parte di una trilogia, sono certo che anche quella storia riuscirà a attirare la mia attenzione, così come gli intrecci che in questo primo romanzo sono solo accennati. In particolare mi hanno interessato le vicende della vita di Sarin che lo hanno portato a diventare ciò che è nel presente. Sicuramente leggerò anche i successivi e invito che leggerà questo romanzo a fare lo stesso, in quanto sono certo che riserverà grandi sorprese e interessanti colpi di scena.
Citazione preferita:
Quando raggiunse la sua meta si fermo a debita distanza e si nascose in un vicolo da cui aveva una buona visuale. Villa Korn appariva come un vecchio palazzo in rovina da secoli, nonostante fossero passati pochi giorni. Quel che rimaneva dei suoi marmi erano lastre nere e sporche di fango. Il secondo piano era completamente crollato, ma il muro di cinta aveva tenuto abbastanza bene
Voto finale:
⭐⭐⭐⭐
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